Decreto Intercettazioni, alla Camera passa la fiducia con 304 sì

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Nella serata del 25 febbraio la Camera dei Deputati ha votato la fiducia posta dal governo sul decreto legge Intercettazioni, approvandolo con 304 si, 226 no e un astenuto. A questo punto rimane soltanto la votazioni finale sul provvedimento, che verrà effettuata giovedì 27 febbraio in modo da poter iniziare immediatamente la discussione parlamentare in merito al decreto Coronavirus in commissione Affari Sociali. Lo scorso 20 febbraio la fiducia sul decreto era già stata posta dal Senato con 156 sì e 118 no.

Il decreto Intercettazioni passa alla Camera

Durante il dibattimento parlamentare sono state numerose le critiche dell’opposizione in merito alla scelta di porre la fiducia su un decreto importante come quello sulle Intercettazioni. Il deputato della Lega Flavio Muro ha infatti puntato il dito contro il ministro Alfonso Bonafede, accusandolo di aver abusato delle proprie prerogative rendendo urgente un decreto la cui entrata in vigore è già stata posticipata: “La maggioranza di governo è andata dritta a testa bassa nel blindare un decreto Intercettazioni, delicato e con aspetti irrisolti, per poi doversi arrendere al buon senso e alla realtà dei fatti, invertendo l’ordine dei lavori e dando priorità al decreto Coronavirus”.

Sempre per Muro, il decreto Intercettazoni produrrà conseguenza gravissime per il Paese: “Si aprono le porte a un Grande Fratello Vip, che calpesterà la dignità degli individui, la riservatezza, tutelata dalla Costituzione, con processi mediatici indegni di un Paese civile”.

Secondo il deputato del Pd Alessandro Zan invece, la Lega è colpevole di aver fatto soltanto ostruzionismo in Aula senza apportare nessun contributo costruttivo al decreto, aggiungendo: “Quello che oggi andiamo ad approvare è un testo equilibrato che da un lato tutela i diritti dei cittadini e dall’altro garantisce a chi svolge le indagini l’utilizzo di strumenti necessari fondamentali, le intercettazioni per perseguire reati gravi”.