Decreto Milleproroghe: cosa è la norma approvata dal Parlamento

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Il Consiglio dei Ministri approva ogni anno il cosiddetto decreto Milleproroghe, che passa poi al vaglio dei due rami del Parlamento per ottenere il via libera definitivo. Questa norma ha lo scopo di rinviare le scadenze di legge vicine al termine, ma solitamente finisce per contenere moltissime leggi. Il primo decreto venne approvato con il terzo governo Berlusconi nel 2005. Da quel momento, però, è divenuta ormai una consuetudine, al punto che ogni anno viene redatto e votato in Parlamento. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Decreto Milleproroghe, cosa è

Il decreto Milleproroghe è una norma che viene approvata da entrambi i rami del Parlamento ogni anno dopo aver ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri. In quanto decreto, infatti, deve essere confermato o meno entro 60 giorni dalla sua approvazione. L’iter legislativo è regolato dall’articolo 77 della Costituzione. Secondo le disposizioni, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo può adottare provvedimenti provvisori con forza di legge. Questi ultimi, però, “perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione”. Le Camere, inoltre, “possono regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti”.

A cosa serve

Durante la cosiddetta navetta (cioè il passaggio dalla Camera al Senato), il decreto viene caricato e approfondito. Nella norma si inseriscono altrettante micro-norme o disposizioni che interessano l’uno o l’altro partito politico. L’obbiettivo principale di tale decreto, infatti, è quello di inserire le leggi con i termini e le scadenze più prossime al fine di rinviarne la discussione.