Decreto Natale, Pappalardo: "E' un lockdown vero e proprio"

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"E' un lockdown vero e proprio. Il decreto Natale ha imposto nuove restrizioni per le festività, le persone rimarranno sole. Ma i giornali non ne parlano". Così all'Adnkronos il generale Antonio Pappalardo si esprime dopo il varo del decreto Natale.

"C’è un vecchio proverbio che dice ‘Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi'. Questo a voler significare che le nostre tradizioni italiane prevedono di passare il santo Natale insieme, con i propri cari, con gli amici. Riunirsi una volta l’anno, perché durante l'anno siamo presi da tante attività e impegni. Ecco, il Natale era il momento dell’unione, del guardarci negli occhi, abbracciarci, condividere momenti, dell’emozionarci davanti al sentimento religioso. Ce lo hanno tolto", aggiunge.

"Nemmeno in chiesa a Mezzanotte - prosegue - per attendere la nascita di nostro Signore potremo andare. Mi meraviglio che la Chiesa rimanga in silenzio dinanzi a tutto ciò, che resti zitta di fronte a questi provvedimenti insensati. Questo è un lockdown vero e proprio. E non porta nemmeno benefici, perché i morti e contagi i aumentano, nonostante restrizioni paurose. Siamo al secondo posto nel mondo come numero di vittime e casi in percentuale. Le misure adottate da Conte sono inutili e serviranno solo per aumentare la depressione del popolo. Ci sarà confusione, incertezza, disperazione, perdita dei valori sociali. A Conte non interessa, non è un politico, non può immaginarlo tutto ciò".

Pappalardo sostiene che anche l'opposizione abbia grosse responsabilità. "Enormi, anche perché questa volta il governo è ricorso a un Decreto legge, cioè ha portato il provvedimento in Parlamento. Ci saremmo aspettati una grande opposizione - dice il leader dei Gilet Arancioni - forte e determinata. E invece si è limitata a correggerlo, laddove si parlava dei comuni (il decreto è stato approvato dal Cdm e pubblicato in gazzetta ufficiale. Non c'è stato passaggio parlamentare, ndr). Grazie a Meloni e Salvini che non vi siete opposti, la gente pretendeva un vostro impegno e non c'è stato nulla. Noi Gilet Arancioni siamo costernati per queste continue afflizioni, per queste continue imposizioni. E intanto i morti aumentano".

"Noi Gilet Arancioni siamo fermi determinati, al fianco di quei 7 milioni di italiani, tra imprenditori, gestori di impianti, di piscine, di palestre, vicini ai ristoratori che a fine anno avrebbero potuto guadagnare dei soldi per la sopravvivenza dei mesi successivi. Perché i guadagni si concentravano maggiormente nel periodo delle feste. Chiudendoli ancora, vengono uccisi definitivamente. L'Italia, così facendo, è destinata a morire", aggiunge.

"Il nostro è un programma serio, dettagliato - dice Pappalardo - per opporci a questa catastrofe annunciata, a questo crollo. Un programma politico in cui sappiamo bene come far riprendere le attività e la vita del nostro paese. Per prima cosa, l'obiettivo è quello di abolire il lockdown, bisogna pensare ad altre misure. Se la gente continua a morire, significa che ciò che è stato intrapreso non funziona. E poi la cosa più importante da fare è una sola: spendere e investire soldi nella Sanità, settore in cui il governo ha concesso solo 7 miliardi di euro adesso. Una follia spaventosa. Tolgano risorse ad altri settori, come la Difesa. Di avere un carro armato in più non ci interessa nulla. Bisogna aprire ospedali, assumere medici, infermieri. Serve un'apertura totale nei confronti delle facoltà di medicina alle università. Basta numeri chiusi. Tutto questo può accadere solo a una condizione: mandare via questo governo, gli italiani devono capirlo".

Per febbraio, a Milano, i Gilet Arancioni hanno organizzato una manifestazione. "E' aperta a tutti - dice Pappalardo - e chiederemo alla presidenza della Repubblica di mandare via tutti, di formare un nuovo governo, snello, senza tutti quei ministeri, sottosegretari, vice ministri. Ne servono al massimo 7 di ministeri, con agenzie che si occupino di singoli settori. E' finita l'epoca della distribuzione delle poltrone, basta clientelismo governativo. L'Italia deve cambiare, serve un presidente del Consiglio che abbia le idee chiare, che sappia cosa sia la politica. Conte ha fallito", prosegue Pappalardo.