Decreto ristori, bar e ristoranti: come si calcolano aiuti

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Con l’approvazione del decreto Ristori, che contiene gli indennizzi alle attività chiuse o limitati dal Dpcm anti-Covid, come sottolinea laleggepertutti.it è possibile fare due conti su quanti aiuti verranno distribuiti tra gli esercenti interessati dalle restrizioni imposte dal Governo. Alcuni di questi sono stati inseriti in fasce diverse rispetto a quelle previste la scorsa primavera. È il caso dei ristoratori, che, pur potendo lavorare fino alle 18, rientrano nella fascia del 200% insieme a cinema, cultura, sale giochi, centri scommesse, terme e palestre, cioè accanto a chi deve rimanere chiuso tutto il giorno per decreto. Mentre bar, pasticcerie e gelaterie sono stati «promossi» nella fascia del 150%.

In termini concreti, come confermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante la presentazione del dl Ristori, ecco l’importo medio che arriverà ai ristoranti:

fino 400.000 euro di fatturato: 5.173 euro;

fino a 1 milione di euro di fatturato: 13.920 euro;

fino a 5 milioni di euro di fatturato: 25.000 euro.

Nel caso dei bar, gli aiuti saranno mediamente di 2.941 euro, mentre l’importo è di circa 2.579 euro per gli affittacamere.

In altri settori, il decreto prevede, ad esempio 5.000 euro di indennizzo per le sale da concerto ed i teatri che rientrano nella fascia più bassa. Per quella media, sono previsti 13.900 euro, mentre per la fascia alta gli aiuti arriveranno a 30.000 euro.

Aumenta la platea dei beneficiari con partita Iva: saranno 462mila e non più 350mila, come si pensava fino a pochi giorni fa. A loro sono destinati ristori per quasi due miliardi e mezzo.

Gli aiuti del decreto Ristori sono previsti al momento per un mese. Arriveranno direttamente sui conti correnti degli interessati con bonifico dell’Agenzia delle Entrate.