Decreto ristori, cosa ha detto Conte alla Camera

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Giuseppe Conte fa il punto sul decreto ristori, intervenendo alla Camera dopo l'approvazione del provvedimento. "In merito al quesito posto vorrei richiamare gli interventi salienti contenuti nel decreto-legge approvato durante il Consiglio dei Ministri di ieri, martedì 27 ottobre, che contiene interventi per 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto", ha detto il premier esordendo in Aula.

"Tra questi, vi è un contributo a fondo perduto rivolto alle attività maggiormente colpite dalle nuove restrizioni e le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno un ristoro con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate, in relazione ai contributi previsti dal decreto Rilancio. L’entità degli importi corrisposti varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza con il decreto Rilancio, in funzione del danno economico subìto dalle categorie, quali, ad esempio, bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, taxi e noleggio con conducente, attività ricettive, centri sportivi, cinema, teatri, altri centri ricreativi e discoteche".

"La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro, con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato, nel limite massimo di 150.000 euro. Per coloro che avevano già presentato domanda per i contributi del decreto Rilancio è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente entro il 15 novembre".

"Potranno richiedere il nuovo ristoro, con erogazione prevista entro il 15 dicembre, anche le attività -ha spiegato Conte- che non avevano richiesto i contributi del decreto Rilancio e quelle con un fatturato maggiore di 5 milioni di euro. Inoltre, il decreto-legge finanzia ulteriori 6 settimane di cassa integrazione per i lavoratori delle attività interessate dalle restrizioni, nonché indennità specifiche per i lavoratori autonomi e intermittenti del mondo dello spettacolo, del turismo e dello sport".

Il governo intende assegnare "i ristori nella forma più rapida: ci rendiamo conto della sofferenza, del disagio e della frustrazione che tanti operatori stanno accumulando", la frustrazione di "lavoratori, famiglie, imprese" da qui "la decisione di chiudere il Dpcm solo quando siamo stati sicuri di aver trovato modalità e somme sufficienti per le compensazioni".

"La modalità scelta" per i contributi previsti dal dl Ristori "è quella che si è rivelata più spedita" ovvero far "accreditare" - tramite l'agenzia delle Entrate- direttamente sull'Iban le erogazioni.