Decreto Ristori, tutte le novità per i penitenziari

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Decreto Ristori misure carceri
Decreto Ristori misure carceri

Il “Decreto Ristori” approvato dal governo Conte prevede delle misure per le amministrazioni giudiziarie e gli ordinamenti penitenziari finalizzate al limitare la diffusione del Coronavirus nelle carceri e nei tribunali.

Decreto Ristori, le misure per le carceri

Il decreto sancisce che udienze e procedimenti civili siano svolti a porte chiuse, che vengano effettuati da remoto alcuni atti, che i giudici partecipino alle udienze anche da luoghi diversi, che il depositi e l’accesso degli atti avvenga anche tramite pece che le udienze civili per separazioni consensuali o divorzi siano effettuate in maniera telematica.

Per quanto riguarda l‘ordinamento penitenziario al fine di ridurre i contagi da Coronavirus tre gli interventi principali. L’articolo 28 del decreto stabilisce dice ai condannati ammessi al regime di semilibertà possono usufruire di licenze premio straordinarie anche di durata maggiore rispetto a quello previsto, fino al 31 dicembre 2020, “salvo che il magistrato di sorveglianza ravvisi gravi motivi ostativi alla concessione della misura”.

Per la detenzione domiciliare, l’articolo 30 stabilisce che, sempre fino 31 dicembre 2020, potrà trascorrere la pena a casa coloro a cui restano meno di 18 mesi della pena, in caso o “in altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza“. I condannati sconteranno la pena a casa muniti di un braccialetto elettronico.

Queste misure, specifica il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis: “contribuiranno a ridurre i rischi di diffusione dei contagi negli istituti penitenziari senza compromettere le esigenze di sicurezza”. La Stampa ha precisato che: “I detenuti che potrebbero beneficiare della detenzione domiciliare sono circa 3000. Mentre i semi liberi e quelli ammessi al lavoro esterno che potrebbero ottenere i permessi straordinari e quindi non rientrare in carcere alla sera sono circa 2000”.