Decreto Sostegno 2021, Piparo: "Tanti soldi ma la mira è sbagliata"

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"Sicuramente i soldi stanziati sono tanti nel loro totale, ma ho più di un dubbio sulla mira che hanno preso... Speravo in un'attenzione maggiore sulle imprese che hanno sviluppato numeri, mentre si continua a sbagliare con questa storia dei limiti di fatturato. E poi, il teatro continua a essere la 'cenerentola' dello spettacolo, rispetto al cinema che la fa da padrone e alla musica leggera". E' quanto lamenta Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del Sistina e presidente dell'Atp, l'Associazione italiana dei teatri privati, intervistato dalla AdnKronos sul decreto Sostegni approvato dal governo Draghi e illustrato ieri dal ministro della Cultura, Dario Franceschini.

"Lo sto studiando attentamente e sto valutandolo nel suo complesso, ma ancora mi sfugge la 'ratio' con il quale è stato confezionato. Un fatturato alto - spiega Piparo - al 90% è sempre per conto terzi, entra ed esce dalle casse, spesso sono semplici partite di giro: dentro la biglietteria che fa il fatturato ci stanno l'Iva, i diritti d'autore Siae, le altissime percentuali dei produttori e degli artisti per l'evento ospitato dalla sala. Questa storia del fatturato a noi aziende dello spettacolo non ci torna, non è un giusto parametro. Andrebbe fatto sul delta, sugli avanzi e disavanzi di bilancio".

E poi, sottolinea Piparo, "resta lo squilibrio fra il cinema che fa la parte del padrone e lo spettacolo dal vivo; e, al suo interno, fra la musica leggera, i concerti, con ristori imponenti e il teatro dove ci si divide il rimanente, per di più in maniera non equa fra teatri pubblici e teatri privati che, nella filiera, continuano a essere sempre la 'cenerentola', il fanalino di coda. Non so con quali criteri e ascoltando quali consulenti si sia deciso di impiegare così quelle che, lo riconosco, sono nel loro totale sicuramente somme molto ingenti, che il mondo della cultura e dello spettacolo non ha mai visto".

Un miliardo di euro, in totale... "Sì, mi ricorda il famoso milione del Signor Bonaventura. Fa un certo effetto, tra la gente; che magari penseranno 'hanno avuto un miliardo di euro: di che si lamentano e cosa vogliono ancora di più?'. Ma non è così, purtroppo, per noi - afferma il direttore del Sistina - Abbiamo chiesto il bonus ristrutturazioni e non viene nemmeno citato; abbiamo chiesto di prorogarci il credito di imposta sugli affitti almeno da gennaio ad aprile, quando è oramai palese che saremo ancora fermi, ma non ci hanno seguito. Niente di tutto questo. Sinceramente, mi sembra una grande occasione persa e in tanti saranno comunque scontenti".

(di Enzo Bonaiuto)