Def, Fassina (Leu): serve svolta keynesiana

Pol/Vlm

Roma, 1 ott. (askanews) - "La Nota di Aggiornamento al Def prospetta, ancora una volta, una manovra di galleggiamento sostanzialmente neutrale sul piano macroeconomico. Certo, viene evitato, e non è poco, il percorso recessivo sottoscritto dal Governo Lega-M5S nella lettera alla Commissione Ue del luglio scorso. Come sono evidenti le difficoltà e i vincoli oggettivi per il Ministro Gualtieri: quando in 3 settimane devi recuperare 23 miliardi di euro soltanto per evitare aumenti di tasse, ti trovi già ridotta all'osso la spesa per il welfare, per il pubblico impiego e per acquisti di beni e servizi e sei prigioniero di autolesionistici limiti all'indebitamento. Ma si poteva scegliere un'altra rotta, davvero di svolta, orientata alla rianimazione della domanda interna, così colpita da decenni di estremismo mercantilista dell'Ue e dell'eurozona: oltre a eliminare le clausole di salvaguardia, si sarebbe potuto portare il deficit oltre il 2,2% del Pil, ma concentrandolo tutto sulla spesa per investimenti pubblici, in particolare nel Mezzogiorno, per la riconversione ecologica e sociale". Lo scrive Stefano Fassina, Deputato di LeU, in un post su Facebook.

"Invece, prosegue Fassina, siamo alla politica economica dei 'segnali', come ai tempi, non rimpianti, dell'Ulivo, realizzata con il gioco delle tre carte: sposti da una parte all'altra qualche miliardo di euro, senza alcun significativo effetto macroeconomico, senza apprezzabili miglioramenti per i settori sociali beneficiati, ma con profondo dissenso dei settori colpiti, soprattutto quando non si distingue nel mare magnum dell'evasione. Date le forze politiche prevalenti, la maggioranza del Governo Conte 2 rimane incapace di una svolta keynesiana", conclude Fassina.