Delitto Arce, il papà di Serena: "Mia figlia chiede giustizia"

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dall'inviata Giorgia Sodaro  

"Serena è qui e vuole giustizia. Serena ha sacrificato la vita ma ora vuole giustizia. Chi le ha fatto del male adesso deve pagare". Lo ha detto Guglielmo Mollicone, padre di Serena, la giovane uccisa nel 2001 ad Arce e trovata morta il 3 giugno in un bosco in località Anitrella, entrando in Tribunale a Cassino, dove è cominciata oggi - ma già rinviata - l'udienza preliminare. Alla famiglia Mottola dico di "pentirsi di quello che hanno fatto" e se "dovessero essere presenti non avrei difficoltà a guardarli negli occhi", sottolinea. 

"Mi chiedo come facciano a non vergognarsi a non sprofondare", aggiunge. "Sono un po’ provato anche se sono tranquillo finalmente stiamo arrivando alla meta che ci eravamo prefissi da tempo - prosegue - Finalmente abbiamo occasione di dare giustizia a Serena". "Santino Tuzi non aveva astio verso di loro e ha pagato con la vita l’aver detto le verità che conosceva - come si fa a dire che non c’entrano. Serena è entrata lì, c’è il suo nome cancellato sul registro, ci sono verbali che dicono che è andata su. Mi chiedo come hanno fatto quelli che erano presenti a stare seduti lì sentendo una ragazza che veniva presa a calci e a pugni e veniva torturata senza intervenire". 

UDIENZA PRELIMINARE RINVIATA - E' intanto stata rinviata al 15 gennaio l’udienza preliminare. La causa è un difetto di notifica alla vedova di Santino Tuzi. In udienza si sono costituiti parte civile contro gli indagati i carabinieri, la figlia del brigadiere Santino Tuzi, Maria, il padre e la sorella di Serena Mollicone e altri familiari della 18enne. Tra gli indagati l’unico in aula era Francesco Suprano.  

Il 15 gennaio prossimo il gup Domenico Di Croce dovrà decidere se rinviare a giudizio il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale, che sono accusati di concorso nell'omicidio. Quatrale, inoltre, è accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Infine l'appuntato Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento.