Delitto Avellino, i colloqui dei killer con gli avvocati

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Elena Giovanni
Elena Giovanni

In previsione dell’udienza al tribunale del Riesame fissata in data lunedì 3 maggio per presentare una richiesta discarcerazione, i due fidanzati di Avellino che hanno brutalmente organizzato e assassinato Aldo Gioia hanno incontrato i rispettivi legali e avanzato alcune particolari richieste.

Omicidio Avellino, i killer Elena e Giovanni

Nella tarda serata di venerdì 23 aprile, la 18enne Elena Gioia e il 23enne Giovanni Limata hanno brutalmente ucciso Aldo Gioia, padre della ragazza.

Il piano architettato dalla giovane coppia consisteva, in realtà, nel massacro dell’intera famiglia Gioia. Infatti, come testimoniano le chat estrapolate dagli smartphone dei due assassini, insieme al 53enne, avrebbero dovuto perdere la vita anche la madre della ragazza, Liliana Ferraiolo, e la sorella, Emilia.

In seguito all’omicidio di Aldo Gioia all’arresto dei due killer, la giovane coppia ha affrontato fasi differenti del propriorapporto, in un arco temporale estremamente ristretto.

Nel corso di pochissimi giorni, infatti, Elena e Giovanni sono passati dall’essere morbosamente inseparabili, all’accusarsi a vicenda e, ancora, al non voler più chiedere né ricevere alcuna informazione l’una dell’altro.

Un simile atteggiamento è emerso in modo estremamente chiaro durante i colloqui con gli avvocati condotti all’interno del carcere presso il quale sono detenuti in differenti sezioni.

Omicidio Avellino, le richieste di Elena e Giovanni

In presenza del proprio legale, Giovanni Limana ha scelto di non porre più nessuna domanda relativa alla fidanzata con la quale ha attuato il piano omicida. L’unica richiesta avanzata dal ragazzo ha riguardato soltanto i suoi genitori.

Lo stesso comportamento è stato assunto dalla 18enne che ha manifestato un blocco totale ogni qual volta le sia stato chiesto di raccontare gli eventi avvenuti nella serata del 23 aprile che hanno causato la morte del padre. Durante gli incontri con l’avvocato, inoltre, Elena Gioia è apparsa anche severamente incapace di instaurare una normale conversazione con il professionista, al quale ha chiesto soltanto di organizzare un incontro con la madre, Liliana Ferraiolo. A questo proposito, nonostante sia consapevole della volontà della figlia di far uccidere anche lei e la sorella insieme al padre, la donna ha dichiarato sin dal primo momento di non “voler lasciare sola” la ragazza.

Omicidio Avellino, domanda di scarcerazione per Elena e Giovanni

I colloqui legali con la coppia di assassini si svolti per organizzare e condurre in modo efficace l’udienza fissata per il prossimo 3 maggio dinanzi al tribunale del Riesame. In questa circostanza, gli avvocati tenteranno di ottenere la revoca della misura cautelare o, quantomeno, la concessione dei domiciliari per i rispettivi assistiti. Non si esclude, poi, che possa essere richiesta una perizia psichiatrica volta a stabilire lo stato mentale dei due ragazzi.