Delitto di Cogne: chiesto pignoramento della villetta

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E’ contesa aperta sulla villetta di Cogne, teatro del terribile delitto che nel 2002 costò la vita al piccolo Samuele Lorenzi. A chiedere il pignoramento dell’abitazione, di proprietà di Anna Maria Franzoni e della sua famiglia, è l’avvocato Carlo Taormina il quale ha accusato la sua assistita di non aver pagato tutte le parcelle relative al periodo nel quale il legale ha difeso la Franzoni: la donna avrebbe in sospeso oltre 275 mila euro ma si sarebbe opposta al pignoramento, motivo per il quale nella vicenda è entrato il Tribunale di Aosta.

Delitto di Cogne: pignoramento della villetta

Da sempre al centro della vicenda, la villetta di Cogne torna al centro della contesa. Il tribunale di Bologna nel marzo 2017 ha stabilito le ragioni dell’avvocato Taormina quantificando gli oneri da pagare in 275 mila euro. Il decreto di pignoramento è stato notificato alla Franzoni lo scorso 22 ottobre e riguarderebbe proprio la casa, unico bene aggredibile. La stessa Franzoni circa un anno fa aveva fatto ritorno nella villetta maledetta per qualche giorno dopo aver terminato di scontare la sua pena per poi far ritorno nella casa sull’appennino bolognese dove ora risiede.

Il rifiuto

L’11 novembre Anna Maria Franzoni, sostenuta dai suoi legali, si è opposta al pignoramento. La difesa sostiene infatti che la villetta non sia pignorabile perché all’interno di un fondo patrimoniale, costituito nel maggio 2009 dalla Franzoni e dal marito Stefano Lorenzi. Ad occuparsi della vicenda, dunque, sarà il giudice Paola De Paola, che ha fissato l’udienza il prossimo 11 dicembre.