Delitto di Lignano: perché l'ipotesi della rapina non convince?

Qualcosa non quadra, nelle prime ipotesi che erano state fatte a proposito dell'omicidio di Lignano Sabbiadoro.

E più si va avanti con le notizie che emergono dalle indiscrezioni, più si complica il quadro, invece di avvicinarsi il momento della chiarezza. «Ci siamo trovati davanti a una scena raccapricciante, sconvolgente, mai vista», aveva detto il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi.

Secondo le prime ricostruzioni, Rosetta Sostero e Paolo Burgato, i due coniugi vittime dell'efferato omicidio, sarebbero stati torturati, picchiati, massacrati. Il marito sarebbe stato trascinato per casa dagli omicidi, lei trafitta da coltellate, entrambi seviziati, forse per farsi rivelare dove fosse la cassaforte.

Una rapina finita male, molto male, per un bottino misero: questa sembrava l'ipotesi più convincente, per quanto agghiacciante.

Ora, però, arriva un elemento che non convince affatto gli inquirenti: in casa, i due coniugi tenevano 40mila euro in contanti, dietro un battiscopa. E altrettanti li avevano in negozio. Il nascondiglio domestico sarebbe stato rivelato agli investigatori – coordinati dal sostituto Claudia Danelon - dal figlio delle due vittime, Michele.

E ancora: se l'obiettivo della violenza era un'estorsione, una rapina, perché una volta commesso il folle gesto i rapinatori-omicidi non hanno nemmeno aperto la borsetta di Rosetta? Perché se ne sono andati con qualche gioello d'oro che hanno reperito in casa?

Sono domande, interrogativi che rendono la ricostruzione dei fatti confusa e complicata. Anche perché non c'è alcun movente, stando a quanto trapela dalle testimonianze di parenti e amici, nulla che possa far immaginare che Paolo e Rosetta avessero chissà quale segreto nascosto.

E allora chi è stato? E perché, se la rapina non sembra più un movente credibile?

Le indagini, almeno, dovrebbero essere facilitate dal fatto che la scena del crimine, ha piegato il capitano dei carabinieri di Udine, «non è stata contaminata da nessuno. Nella villa è infatti entrato solo il figlio della coppia, andato lì a controllare cosa fosse successo, visto che domenica mattina il negozio dei coniugi era rimasto chiuso».

I Ris di Parma sono al secondo giorno di rilievi. E' stato trovato anche un mozzicone di sigaretta non riconducibile alle vittime, mentre audizioni e perquisizioni (un blitz al Luna Park di Lignano dove è stata condotta un'operazione parallela all'indagine, per verificare se si trovasse qualcosa di utile fra i sospetti "più facili", evidentemente. Ma è stato un nulla di fatto).

Si cerca anche l'arma del delitto. Un coltello con una lama da 25 centimetri, a quanto pare. Ma soprattutto, si cercano un movente e un colpevole.

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