Delitto Olgiata, parla il figlio di Alberica Filo Della Torre: "Scarcerazione era nell'aria, ferita non si rimargina'

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"La cosa mi disturba molto. Diciamo che era nell'aria, lo avevamo saputo già un anno e mezzo fa, quando morì nostro padre, quando all'assassino di mamma concessero dei permessi premio". Questo il grido di rabbia lanciato all'Adnkronos da Manfredi Mattei, figlio della contessa Alberica Filo Della Torre uccisa il 10 luglio del 1991, nella villa all'Olgiata - zona residenziale a nord di Roma - da Manuel Winston Reyes, filippino e maggiordomo della famiglia, che uscirà dal carcere il 10 ottobre dopo dieci anni dalla sua condanna per omicidio, inizialmente fissata a 16 anni di reclusione.

"Purtroppo - aggiunge - stiamo assistendo a una serie di scarcerazioni eccellenti, c' è sicuramente qualcosa che non funziona all'interno della giustizia in Italia. L'assassino di mia madre esce dopo soli 10 anni dalla sua condanna e ce ne sono voluti precedentemente 20 per trovare un responsabile. Responsabile trovato solo grazie alla caparbietà di mio padre. E' normale che qualche domanda te la fai. La pena doveva essere l'ergastolo, e invece è praticamente già fuori".

"Come me lo spiego? Vado diretto - dice Manfredi Mattei - perché mi girano parecchio. Ci sono due pesi e due misure, se sei magari un italiano che si difende da una situazione pericolosa rischi l'ergastolo, se sei un soggetto con altre caratteristiche e uccidi, dopo 10 anni può capitare che sei fuori. Non la metto su connotazioni politiche, certo è che se assisti a casi di persone che scontano tutta la pena e altre no... qualche dubbio ti viene".

Una ferita che si riapre? "No - dice - perché la ferita non si è mai chiusa. Mai. Rimane sempre aperta. Prima non si è riusciti a trovare il responsabile, poi il responsabile del delitto si trova ma esce. Ce ne è sempre una. Certo è che alla vigilia dell'anniversario della morte di mia madre è una notizia che fa molto male. E' così purtroppo, andiamo avanti...", conclude. (di Paolo Signorelli)

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