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La verità di Anastasiya, i dubbi degli inquirenti

Anastasiya Kylemnyk sarà nuovamente sentita in procura nelle prossime ore. Troppe le incongruenze tra la sua deposizione, il video e i racconti dei testimoni di quanto accaduto la notte dell'omicidio del fidanzato Luca Sacchi. E' per questo motivo che la giovane potrebbe addirittura essere iscritta nel registro degli indagati. (foto Facebook)

Delitto Sacchi, sospetti sulla fidanzata Anastasiya

"Quando c'è stato il 'botto' ho capito subito che era uno sparo. Mi sono affacciato e ho visto un ragazzo steso in terra. Era solo": è il racconto della notte dell'omicidio di Luca Sacchi che fa a Repubblica un uomo la cui finestra affaccia sul punto in cui il 24enne è stato raggiunto da un proiettile alla testa.

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Secondo la ricostruzione, Anastasiya Kylemnyk, fidanzata della vittima, sarebbe arrivata qualche minuto dopo: "Mi sono affacciato - continua il testimone -, è passata una macchina grigia tipo Golf, una cinque porte, ha girato e subito dopo ho visto il corpo di quel ragazzo per terra a faccia in su...". "Sono corso a chiamare mia moglie - afferma -, siamo tornati, ancora non c'era nessuno: sarà passato almeno un minuto", continua. E la ragazza? "Non stava vicino a lui, non ho sentito strilli, non ho sentito urla per il furto di una borsa, non c'è stata nessuna colluttazione, non ci sono state botte, c'è stato solo lo sparo. Quando è arrivata si è messa a urlare, lo abbracciava, gli teneva la testa, lo tamponava, urlava disperata: "Chiamate l'ambulanza!". Intanto si era avvicinato un tipo e diceva: 'Respira, respira ancora, sta respirando. È vivo'. Dieci minuti ancora ed è arrivata l'ambulanza".

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Si fa sempre più intricata la vicenda dell'omicidio di Luca Sacchi dopo che un video delle telecamere di sicurezza e le deposizioni di un testimone oculare, smentirebbero di fatto le versioni di Anastasiya. La ragazza, che aveva affermato di essere stata aggredita insieme al fidanzato, sarà risentita nelle prossime ore dagli inquirenti: dovrà infatti spiegare agli investigatori le incongruenze emerse nella ricostruzione degli attimi dell'aggressione.

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C'è un altro punto. Quella notte Anastasiya fu portata in ospedale in codice giallo per "shock e riferito trauma" alla testa. A quanto risulta però quelle ferite non sarebbero state notate da chi la incontrò subito dopo lo sparo. Un particolare confermato anche dal titolare del negozio di tatuaggi dove Anastasia si fermò per lavarsi le mani sporche di sangue dopo aver soccorso Luca. "E' rimasta a lungo nel mio negozio, non ho notato ferite alla testa".

Troppi i lati oscuri del racconto della giovane, che al momento non risulta essere iscritta nel registro degli indagati. Ma se dovessero essere dimostrati i contatti tra Anastasiya e il gruppo di spacciatori allora tutto potrebbe cambiare...