Dell’Origine: come la provenienza ci condiziona nell’acquisto del cibo

Image from askanews web site
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Milano, 5 mag. (askanews) - Sempre più spesso l'acquisto dei prodotti alimentari da parte dei consumatori è condizionato dalla sua origine geografica o da quella delle materie prime che lo compongono. Non a caso sulle confezioni, con sempre maggiore frequenza, i prodotti riportano, con simboli o claim, la provenienza, segno dell'importanza che ha assunto nel tempo questo driver d'acquisto. Proprio per indagare il rapporto tra i cittadini e l'identità da un lato e la relativa autenticità del cibo, dall'altro, è nata una partnership tra Unione Italiana Food, l'associazione italiana che riunisce oltre 500 aziende alimentari, e un gruppo di ricercatori di 10 università nazionali che hanno ottenuto un finanziamento dal ministero dell'università e della ricerca per questo Progetto di rilevante interesse nazionale. Il gruppo, formato da 45 tra professori e ricercatori universitari di tutta Italia, riuniti su cinque sedi (Bari, Chieti, Bologna, Verona e Pollenzo), è capitanato dal sociologo Fabrizio Fornari. La ricerca, dal titolo esplicativo "Dell'origine" approfondirà come nel mercato alimentare attenzione e gusto dei consumatori si siano andati polarizzando intorno al concetto di provenienza, soprattutto per le materie prime, non sempre in modo univoco e chiaro. Un fenomeno che da un lato può essere una leva ma al tempo stesso può tradursi in una vera e propria distorsione, laddove la semplice provenienza geografica diventa a una patente di qualità o viceversa a un bollino nero rispetto a un determinato Paese. Comprendere quali meccanismi guidino queste scelte significa anche poter intervenire tempestivamente per evitarne gli effetti distorsivi, soprattutto in un contesto come quello attuale in cui, la pandemia prima e la guerra ora, rendono ogni giorno meno sicura e stabile la situazione alimentare a livello globale. Il progetto, che viene presentato oggi nell'ambito della fiera dell'agroalimentare di Parma, Cibus, tra gli altri da Luca Ragaglini, vice direttore di Unione Italiana Food, e da Fabrizio Fornari, coordinatore nazionale del progetto di ricerca, avrà durata triennale e porterà a pubblicazioni e convegni oltre che a occasioni di confronto come quella di Parma.

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