Delle Chiaie, don Pietro: "Meglio se in chiesa solo tricolori"

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di Silvia Mancinelli “Certe cose in una Chiesa no, non si dovrebbero fare. Ho cercato di stemperare coi toni, ma lì avrebbe dovuto essere il parroco a dire ‘entra solo la bandiera italiana, lasciate fuori gli altri simboli’. Però non c’era, e io, se fossi stato intransigente, avrei rovinato tutto”. Così all’Adnkronos monsignor Pietro Sigurani, parroco di Sant’Eustachio, in merito alle bandiere di Avanguardia Nazionale e a quella con il fascio littorio sulla bara di Stefano Delle Chiaie. È stato lui, confuso tra i quattro ‘camerati’ a fare il picchetto sull’altare e agli altri a issare i tricolori, a celebrare la cerimonia funebre del ‘comandante’. Lo aveva già unito in matrimonio con Carola nella parrocchia di via Gallia, come lui stesso ha ricordato dal pulpito, e a lui era legato da un profondo rapporto di amicizia. 

“Ho basato tutto sul termine amico - continua don Pietro - non chiamandolo mai camerata. Se mi fossi mostrato duro, non avrei potuto dire niente. Una volta che ti trovi lì davanti devi rattoppare il possibile nella predica, infatti ho detto che si è confessato, che abbiamo pregato. È tempo di aprire il più possibile la strada per avvicinare la gente a Gesù Cristo, la severità li avrebbe allontanati”.