Delpini: dopo pandemia Milano dentro incubo che porta a frenesia

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Image from askanews web site
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Milano, 25 ott. (askanews) - "Milano ha bisogno di sentirsi dire 'svegliati'. Ha vissuto un incubo durante la pandemia, quello del deserto per le strade e delle attività produttive sospese, di una incombente temuta povertà, vive forse ancora l'incubo di essere in ritardo, come quando durante i sogni si ha l'impressione di esser inseguiti da un nemico sempre più minaccioso e quindi bisogna correre, così ha ripreso sua attività, fino alla sua frenesia, ma forse è ancora dentro a un incubo". Lo ha detto l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, sottolineando che "Milano vive di miraggi, che spingono a correre, per evadere da una vita troppo stressante o solitaria, per immaginare successi e gloria".

"Milano è tentata di vivere di incubi e di miraggi e mi aspetto che qualcuno arrivi a dire 'guarda che gli incubi e i miraggi non sono la realtà', qualcuno che dica 'svegliati' e per svegliare dall'incubo e dal miraggio questo Festival può essere una occasione per svegliarsi" ha aggiunto durante la presentazione del Festival della Missione, in programma dal 29 settembre a 2 ottobre 2022.

"Ti sveglia il gemito dell'infelicità del mondo, il cantico della salvezza dei popoli, il grido dei poveri, il rimprovero di Gesù. Il Festival della Missione è solo un evento, ma può svegliare Milano dagli incubi e dai miraggi" ha ribadito il monsignore. "Milano ha bisogno della missione. Un'altra parola è 'Milano vivi', uno stimolo, un fuoco che c'è a Milano e che deve ardere come ha fatto in tutti questi secoli, 'Milano vivi' nella speranza per la promessa di Dio, nella gioia che ti offrono i popoli fratelli, popoli giovani, mi aspetto che a Milano giunga questo messaggio: Milano svegliati, Milano vivi" ha concluso Delpini.

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