Delpini: sconcerta chi si arricchisce speculando sul virus

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 28 gen. (askanews) - "Ci sono dei capitali enormi che sono cresciuti invece che essere provati dalla crisi. I soldi devono servire a dare lavoro. La ricchezza invece è spartita in modo ingiusto". L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, dalle pagine della Repubblica, si dice "sconcertato" "tanto da voler quasi lanciare un'invettiva" dalla distribuzione della ricchezza alla luce della crisi pandemica. "Conosco imprenditori che sentono la missione del dare lavoro. Ma non tutti sono così. Se speculo per interessi rovino gli altri. La ricchezza deve essere spartita e non usata solo per investire in Borsa e fare i soldi per i soldi - afferma Delpini - Come faranno a salvarsi coloro che sfruttando la pandemia si sono arricchiti, spesso speculando in Borsa e senza redistribuire il reddito? Come faranno coloro che hanno fatto profitti mentre tutt'intorno altri si sono drammaticamente impoveriti? Questo mi domando tutti i giorni".

Delpini parla della necessità di "un'economia più umanistica" a cui sta lavorando l'Università Cattolica: "Che senso ha dirsi cattolici se disegniamo la stessa economia di Harvard o della Bocconi?", si chiede l'arcivescovo di Milano che oltre al tema della distribuzione della ricchezza solleva anche quello dell'accoglienza, invitando a ripensare anche il vocabolario con cui se ne parla. "Quando arriva un barcone di disperati, certo, occorre accoglienza, ma per costruire la società del futuro servono parole diverse - dichiara - Dire che dobbiamo accogliere gli altri è paternalistico. Gli altri danno a noi dei contributi ineludibili, altro che accoglienza. Quando le società di calcio prendono dei ragazzi extracomunitari a giocare non lo fanno per accogliere, ma perché ne riconoscono il valore. Da qui dovremmo ripartire".

Anche la Chiesa dovrebbe fare di più: "Non a caso - dice - parlo di 'Chiesa delle genti', un luogo dove tutti sono protagonisti". Delpini osserva che oggi "c'è un interesse monotematico per il Covid. È un problema, ma occorre anche parlare di speranza".