Delrio avverte Di Maio: basta ricatti, non temiamo le urne

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Roma, 4 dic. (askanews) - Un conto è "ascoltare le sollecitazioni che arrivano dal primo partito", un altro è l'approccio usato da Luigi Di Maio: "Ricattare gli alleati non può essere un metodo". In un'intervista a Repubblica, il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio avverte il capo politico del M5s, che ancora ieri ha rivendicato il ruolo di 'ago della bilancia' sul Mes: "Non abbiamo paura delle elezioni".

Delrio ricorda la scelta fatta in agosto dando vita al governo: "Avremmo potuto rafforzare il Pd correndo alle urne, invece abbiamo scelto il Paese e le famiglie italiane che altrimenti avrebbero pagato i 23 miliardi della tassa Salvini sull'Iva". Ora, dopo che arriverà l'ok alla finanziaria, "il nostro obiettivo è continuare a lavorare per sbloccare investimenti fermi da due anni, stimolare il lavoro per i giovani, mettere i soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti". Ma più che un nuovo "contratto" come chiesto da Di Maio, Delrio immagina "un patto sulla base di quello che abbiamo deciso ad agosto nel programma di governo e sui temi comuni che anche Beppe Grillo ricorda continuamente: un'agenda per l'ambiente, l'attenzione alla giustizia sociale, un nuovo sviluppo sostenibile". Insomma, "un'anima" per il governo, come dice Zingaretti, ma "se qualcuno pensa che non sia possibile farlo ce lo dica chiaramente: non intendiamo correre dietro a nessuno".

Sui temi caldi, il capogruppo Dem spiega: la maggioranza dovrà per forza presentare una risoluzione sul Mes, l'11 dicembre, "è l'unica strada". Il problema è che "non ho mai sentito spiegare da Di Maio dove il Mes va cambiato e perchè, solo avvertimenti e dichiarazioni di principio. Spero che Di Maio ne abbia parlato con Gualtieri che in questi giorni siede ai tavoli internazionli" dove "si discuteranno modifiche e correzioni". Ma in realtà l'opinione di Delrio è che il capo del M5s "sia caduto in una trappola populista preparata ad arte da Salvini".

Sulla prescrizione invece "siamo stati leali, ma abbiamo detto a Bonafede che il blocco della prescrizione è accettabile solo se ci sono garanzie sulla durata del processo, come sostiene anche la Consulta. Si lavora in silenzio per un'intesa. Ma sui diritti non si scherza, ed è un diritto anche che i processi no durino all'infinito".