Delta accelera a Londra. Il commissario Schinas: "Dubbi su finale europei a Wembley"

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A general view of the pitch during the UEFA EURO 2020 round of 16 football match between Italy and Austria at Wembley Stadium in London on June 26, 2021. (Photo by Frank Augstein / POOL / AFP) (Photo by FRANK AUGSTEIN/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: FRANK AUGSTEIN via POOL/AFP via Getty Images)
A general view of the pitch during the UEFA EURO 2020 round of 16 football match between Italy and Austria at Wembley Stadium in London on June 26, 2021. (Photo by Frank Augstein / POOL / AFP) (Photo by FRANK AUGSTEIN/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: FRANK AUGSTEIN via POOL/AFP via Getty Images)

“Non ne abbiamo discusso in Commissione, non spetta a noi ma all’Uefa decidere. Tuttavia quello che penso io a titolo personale è questo: vorrei condividere con voi i miei dubbi sulla possibilità di organizzare le finali e le semifinali a Wembley in uno stadio pieno nel momento in cui il Regno Unito limita gli spostamenti dei propri cittadini verso l’Ue”. Sono le parole del vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas, intervenuto al Parlamento Ue. “Bisogna che ci sia una certa simmetria e proporzionalità - ha aggiunto -. Credo che l’Uefa debba decidere con cura, è una decisione che va presa con cognizione di causa”.

Nel frattempo il Regno Unito oggi ha registrato 22.868 nuovi casi di Covid-19 - il numero più alto dal 30 gennaio. Lo riporta Sky News precisando che, tuttavia, i decessi rimangono bassi, con altri tre morti in un giorno. Ieri i contagi segnalati sono stati 14.876 e 11 decessi, mentre lunedì scorso si sono contate 10.633 infezioni e cinque morti. Il premier britannico, Boris Johnson, ha respinto la possibilità di porre fine anticipatamente alle restrizioni dovute al coronavirus affermando che è “sensato” attenersi alla data prevista del 19 luglio. Johnson ha dichiarato oggi che l’Inghilterra è sulla “strada giusta” per essere libera dalle misure di lockdown e tornare alla normalità “per quanto possibile” entro la data prevista, dopo aver precedentemente ritardato la sua tabella di marcia di quattro settimane a causa dell’aumento della diffusione della variante Delta.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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