I dem Usa si sfidano nel Super Tuesday e Biden fa il pieno di endorsement

Veronique Viriglio

A poche ore dal voto cruciale del Super Tuesday, appuntamento clou delle primarie democratiche per decidere chi sfiderà Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca, l'ex vice presidente Joe Biden fa il pieno di endorsement: è il tentativo dei democratici moderati di sbarrare la strada al rivale dell'ala sinistra, Bernie Sanders. Gli altri candidati in lizza, ma con scarse possibilità di successo, sono Elizabeth Warren e Tulsi Gabbard. C'è poi l'incognita Michael Bloomberg, che ha già speso quasi mezzo miliardo di dollari per il Super-Martedì e adesso si gioca tutto. 

I moderati fanno quadrato contro Sanders

Per ridurre le possibilità di successo del senatore del Vermont, il socialista 78enne Bernie Sanders – a quota 60 delegati, contro 54 per Biden e 8 per Warren – l'ala centrista-moderata dei democratici si sta sempre più compattando attorno all'ex vice presidente Usa. Dopo il successo alle primarie democratiche in South Carolina - dove, grazie al voto afro-americano, ha ottenuto 28 delegati sui 54 in palio - Biden è riuscito a farsi appoggiare da Pete Buttigieg, ex sindaco della città di South Bend, in Indiana, veterano dell'Afghanista e apertamente gay, che dopo i caucus in South Carolina si è ritirato dalle primarie.

A favore di Biden anche Amy Klobuchar, senatrice del Minnesota, e Beto O'Rourke in Texas. Sono tutti esponenti moderati, che pescano nello stesso elettorato centrista di Biden, e che si sono ritirati dalle primarie per dare il proprio sostegno all'ex vice presidente Usa 77enne. 

Del 38enne Buttigieg, Biden ha detto che gli ricorda suo figlio Beau, ucciso da un tumore nel 2015. “Sto cercando un leader, sto cercando un presidente, che tirerà fuori ciò che c'è di meglio in ognuno di noi”, aveva dichiarato Buttigieg nell'annunciare domenica scorsa il suo passo indietro.

“Se trascorriamo i prossimi quattro mesi a dividerci e ad andare l'uno contro l'altro, trascorreremo i prossimi quattro anni a guardare Donald Trump che fa a pezzi il nostro Paese”, aveva insistito dal palco di un comizio di Dallas, accanto a Biden anche O'Rourke, ritiratosi dalla gara elettorale lo scorso novembre. Nelle ultime ore Biden ha anche ottenuto l'appoggio dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale di Obama, Susan Rice, dell'ex senatore Harry Reid, un passato da leader della minoranza democratica, e di numerosi altri membri del Congresso.

In quali Stati si vota

Al Super Tuesday voteranno in tutto 14 Stati, più due giurisdizioni. Ma quest'anno le primarie democratiche saranno ancor più ‘super' del solito: parteciperà anche la California, lo Stato Usa più popoloso e con il maggior numero di delegati (415 per i democratici e 175 per i repubblicani). Sarà cruciale anche l'esito delle urne anche in Texas, secondo Stato con il maggior numero di delegati, a quota 228.

Oltre a questi due si voterà anche in Massachusetts, Tennessee, Alabama, Arkansas, Oklahoma, Minnesota, Vermont, Colorado, Utah, North Carolina, Maine e nelle isole Samoa. In tutto al Super Tuesday saranno assegnati 1.344 delegati su un totale di 3.979, praticamente un terzo. I primi seggi a chiudere saranno quelli in Vermont quando in Italia sarà l'1 di notte e in California (le 5 in Italia). I risultati non saranno tutti disponibili nelle ore successive. Per conteggiare quelli in California ci vorranno giorni, perché molti voti vengono espressi per posta.