Denaro e sesso per sentenze favorevoli, arrestato magistrato -2-

Sav

Roma, 15 gen. (askanews) - In alcuni casi i provvedimenti favorevoli richiesti al magistrato, e da questi promessi o assicurati, erano diretti a vanificare, mediante assoluzioni o consistenti riduzioni di pena, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai Tribunali del Distretto di Catanzaro, provvedimenti di misure di prevenzione, già definite in primo grado, o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonchè sentenze in cause civili e accertamenti tributari.

Oltre al magistrato, è emerso dalle indagini, un medico in pensione, ex dirigente dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, insospettabile, era una figura centrale nel sistema corruttivo. L'uomo, oltre a "stipendiare" mensilmente il magistrato per garantirsi l'asservimento stabile delle sue funzioni, si prodigava per procacciare nuove occasioni di corruzione, proponendo ad imputati, a parenti di imputati condannati in primo grado e a privati soccombenti in cause civili decisioni favorevoli in cambio del versamento di denaro, beni o altre utilità.

Le azioni corruttive sono servite anche a far riottenere il vitalizio ad un ex politico consigliere regionale calabrese nel corso della V Legislatura regionale, condannato nel 2004 a 6 anni di reclusione, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, e quindi perdendo il relativo assegno vitalizio per la carica rivestita; ad agevolare per alcuni candidati il superamento del concorso per l'abilitazione alla professione di avvocato.

Nel corso delle indagini è stata accertata la grave situazione di sofferenza finanziaria in cui versava il giudice arrestato: una condizione cronicizzata e non risolvibile nel breve periodo che lo ponenva stabilmente nella necessità di procurarsi denaro per mantenere anche il suo alto tenore di vita.

Durante una perquisizione in casa del magistrato sono stati sequestrati 70mila euro trovati in una busta.