Denise Pipitone, parla Gaspare Ghaleb: “Dubbi su Jessica, anche la mia famiglia aveva paura di lei”

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Denise Pipitone Gaspare Ghaleb
Denise Pipitone Gaspare Ghaleb

Nonostante la diffida di Piera Maggio a parlare del caso della figlia, Quarto Grado è tornato a fornire nuovi elementi sulla scompara di Denise Pipitone: tra questi un’intervista esclusiva a Gaspare Ghaleb, l’allora fidanzato di Jessica Pulizzi.

Denise Pipitone: parla Gaspare Ghaleb

L’ex ragazzo della sorellastra di Denise ha affermato di aver aiutato nelle indagini e di non aver puntato il dito contro nessuno all’epoca. “Ma oggi ho i miei dubbi su Jessica“, ha aggiunto. Per quanto riguarda la telefonate sospette ricevute da quest’ultima, l’uomo ha dichiarato di non aver mai risposto a quelle chiamate anche se i tabulati confermerebbero l’opposto: “Non fui io a rispondere al telefono, fu mia zia o mio cugino. Anche loro avevano paura di lei, di Jessica“.

VIDEO - Tutto sul caso Denise Pipitone, la bimba scomparsa nel 2004

Terminato il filmato, si propone poi nuovamente la pista della criminalità organizzata. Il conduttore si è infatti chiesto come sia possibile che in un territorio come Mazara del Vallo, sparisca una bambina e nessun Boss attivi le sue sentinelle per ritrovarla.

Denise Pipitone, parla Gaspare Ghaleb: la lettera di Toni Pipitone

Oltre alla testimonianza dell’ex di Jessica, la trasmissione ha mostrato un’intervista e una lettera scritta e letta da Toni Pipitone, il padre (non naturale) di Denise. “La scomparsa di mia figlia mi ha devastato la vita e spezzato il cuore. Amavo la mia famiglia e i miei figli“, ha iniziato.

Per rendere la vita della sua famiglia più agiata, ha continuato, nel 1998 si trasferì in Toscana per lavorare come muratore e l’estate successiva chiese a Piera di raggiungerlo ma lei non accettò. “Li amavo troppo, profondamente. Ero felice al pensiero di ritrovarli ogni volta che tornavo“, ha aggiunto.

Nel 2002 è poi tornato in Sicilia e dal 2004, con la scomparsa di Denise, “ho perso mia figlia, e la mia famiglia e sopportato un dolore che non auguro a nessuno“.

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