Dentro la sala riunioni in Realtà Virtuale, tappa per il metaverso di Facebook

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Le riunioni su Zoom o sulle altre piattaforme di video collegamento sono diventate abituali in tempo di smartworking, al punto che tra usi e abusi con il tempo si è anche assistito a una sorta di rigetto da queste forme di collegamento in favore degli incontri reali. Facebook, intanto, ha presentato un'app di video riunioni e conferenze che si struttura sulla Realtà Virtuale. Horizon Workrooms è gratuita per gli utenti del visore Oculus Quest 2 e consente di socializzare in VR ben oltre gli usi di intrattenimento come i giochi. L'app consente di incontrarsi in una sala conferenze virtuale, ognuno dei quali rappresentato da un avatar personalizzabile simile a un cartone animato che appare con la parte superiore del corpo sopra una sedia virtuale e attorno al tavolo. Supporta fino a 50 partecipanti in una singola riunione, anche se gli altri, eventuali, possono partecipare senza avatar all'interno di una griglia nella sala riunioni virtuale.

I partecipanti alla riunione che indossano il visore possono usare le dita e le mani reali per gesticolare in VR e le bocche dei loro avatar si muovono in modo realistico mentre parlano. Una lavagna virtuale consente alle persone di condividere immagini o fare presentazioni. Andrew Bosworth, Vice President di Facebook Reality Labs ha spiegato che l'app viene utilizzata internamente a Facebook da circa un anno: “La pandemia negli ultimi 18 mesi ci ha solo dato maggiore fiducia nell'importanza di questa tecnologia”. Facebook e la sua controllata Oculus avevano già in precedenza lanciato le app Oculus Rooms e Facebook Spaces che consentivano a piccoli gruppi di utenti di riunirsi in VR. Tuttavia, la società ha chiuso entrambe le app nel corso del 2019. Questa nuova versione anticipa però le intenzioni dichiarate di Facebook di puntare a generare un vero e proprio metaverso, una sorta di realtà virtuale parallela.

“Non parliamo di essere presenti su internet, ma di essere presenti di persona in spazi digitali” ha spiegato Mark Zuckerberg, ipotizzando un mondo decentrato in cui le distanze fisiche vengono annullate, sia nel lavoro che nell’istruzione e nello svago, ma senza la freddezza dell’esperienza attraverso uno schermo. I ricavi per Facebook, ha spiegato Zuckerberg agli analisti, non verranno dall’hardware. “Il nostro business model non deriverà dalla vendita di device a prezzi premium, il nostro obbiettivo è piuttosto quello di raggiungere più persone possibile”. Lo scopo quindi sarà quello di rendere i visori di VR più economici possibile per far sì che le persone possano accedere al metaverso e diventare parte della sua economia. Avatar, abbigliamento e accessori digitali, app, contenuti: c’è un mondo di beni intangibili pronto a essere acquistato. Un po’ come accade già in videogiochi come Minecraft e Fortnite, ma con un plus: “Molto dell’esperienza del metaverso” ha spiegato Zuckerberg “deriva dalla possibilità di portare con sé i propri beni e acquisti da un’esperienza all’altra” e ha aggiunto “Sarà la cosa più vicina al teletrasporto che potremo sperimentare”.

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