Dentro la stanza della rabbia

Distruggere tutto per sfogarsi il più possibile. Senza avere quel macigno sul petto che ci scotta. Alcuni dicono di farsela passare..Ma perché rimanere con quella pesantezza addosso, che spesso non va più via? Invece di reprimere stress e frustrazioni, si può ricorrere alla rage room, alias stanza della rabbia, fenomeno di origine giapponese che ha preso piede anche in Italia. In queste stanze potrete dar sfogo ai vostri istinti e distruggere tutto, pasta pagare. Noi siamo entrati in una di queste, si trova a Roma. Il nome è tutto un programma. M'arrabbio. Insomma uno "sfogatoio" legale e autorizzato, in cui poter "scaricare'' senza nessun pericolo (per sé e per gli altri) le pulsioni in eccesso.  

Pagare per travestirsi e proteggersi con corazza da softair, casco con mascherina, scarpe anti infortunio, guanti, protezioni per busto, braccia e gambe, entrare nella stanza messa a disposizione, chiudersi dentro e spaccare tutto scegliendo tra mazze, punteruoli, martelli, pale e colonna sonora preferita. Tra le playlist quelle che vanno maggiormente spaziano dal metal al rock punk. Si possono scegliere differenti pacchetti per sfasciare tutto.  

Il 'Keep calm' in due, per esempio, prevede la distruzione di 30 oggetti al costo di 25 euro. Con il pacchetto 'Odio tutti' invece potremmo distruggere, sempre in due, 40 oggetti al costo di 60 euro. "Ci teniamo molto - dice Alessio Sportiello, responsabile di M'arrabbio Roma - che le persone che entrano qua dentro siano nella completa sicurezza, devono essere capaci di intendere e di volere, perchè se viene qualcuno che ha bevuto, che non è nella norma, non lo facciamo entrare" .  

"Le persone - prosegue - possono prenotare dal nostro sito internet, poi quando vengono qui devono compilare un foglio, che ci attesta lo stato di salute, e che non abbia avuto a che fare con la legge in maniera negativa". Secondo gli psicologi però scaricare la violenza in questo modo può ridurre la rabbia solo in maniera momentanea. Lo stato emotivo di rabbia è infatti correlato a motivazioni intrinseche del vissuto di ciascuna persona, che necessita di un lavoro psicoterapeutico specifico. "Non voglio dare un giudizio, giusto o sbagliato - afferma il Dott Roberto Ibba, psicologo, psicoterapeuta dell'ordine degli psicologi del Lazio". 

"Io però - sottolinea - la trovo inutile, per il semplice fatto che da un beneficio immediato ma a lungo andare non estingue i problemi legati alla rabbia. Semmai è più probabile che si ripeta la stessa situazione". Ma il giudizio degli psicologi non sta fermando il fenomeno che sembra marciare a vele spiegate.  

Tra le curiosità: quella che tra i clienti delle rage room ci sono sopratutto donne. Ma perché? "E molto più accettato culturalmente - spiega il Dott Ibba - che nella nostra società un uomo possa manifestare aggressività, per la donna è accettato molto meno, ecco perché ci sono molte più donne, che non trovano la possibilità di manifestare adeguatamente la propria rabbia, perché sarebbero giudicate male. Questo ci spiega il motivo per cui si sono molte più donne che uomini a usufruire di questo servizio".