Depistaggio Borsellino: giallo intercettazioni Scarantino, poliziotta 'c'erano strane anomalie'

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Caltanissetta, 23 apr. (Adnkronos) – "Nei brogliacci contenenti le intercettazioni" dell'ex pentito Vincenzo Scarantino, dopo la strage di Via D'Amelio, "c'erano delle anomalie. Non so se si trattava di problemi di linea, ma c'era qualcosa che non andava. Forse anomalie di funzionamento…". A rivelarlo, deponendo al processo sul depistaggio sulle indagini sulla strage di via D'Amelio è la Sovrintendente della Polizia di Stato Carmela Sammataro, che dal 14 al 24 gennaio 1995 fu trasferita a Imperia per "assistere Scarantino" che aveva iniziato a collaborare da poco con la giustizia "e la sua famiglia". La poliziotta risponde alle domande dell'avvocato Giuseppe Panepinto, legale di Mario Bo, il funzionario di Polizia imputato con altri due colleghi poliziotti, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, per concorso in calunnia aggravata a Cosa nostra. Presente in aula anche il Procuratore aggiunto Gabriele Paci.

Nell'udienza del 18 ottobre 2019 un altro poliziotto, l'ispettore Giampiero Valenti, deponendo in aula aveva parlato di intercettazioni "che venivano interrotte". "Mi ordinarono di interrompere la registrazione di Scarantino perché il collaboratore doveva parlare con i magistrati”, disse Valenti in aula. All’inizio del 1995, l'ex picciotto della Guadagna di Palermo era sotto intercettazione. Quelle telefonate intercettate sono state scoperte solo due anni fa in un archivio del palazzo di giustizia di Caltanissetta. “Fu il collega Di Ganci, mio superiore, a dirmi che dovevamo staccare l’apparecchio. Quando poi smise di parlare coi magistrati, mi disse di riavviare”, rivelò a sorpresa, in aula, Valenti. La Procura di Messina aveva iscritto nel registro degli indagati i due magistrati che indagarono sulla strage di Via D'Amelio, Carmelo Petralia e Annamaria Palma, accusati di calunnia aggravata in concorso. Ma di recente le loro posizioni sono state archiviate. Nel frattempo la procura di Messina ha fatto trascrivere dal Ros le bobine delle conversazioni di quello scorcio di 1995 e sono emersi altri dialoghi ritenuti interessanti per provare a fare luce sui troppi buchi neri di questa storia. Scarantino parlava anche con Annamaria Palma. “E’ importante che lei faccia questo interrogatorio”, gli diceva la pm.