Il deposito di scorie nucleari più sicuro al mondo è in Finlandia

La domanda è sempre stata quella: nell’energia nucleare si possono trattare in modo sicuro le scorie di lavorazione? Pare che una nuova risposta arrivi dalla Finlandia, e che sia pure un’ottima risposta.

Nell’isola di Olkiluoto, facente parte del territorio di Eurajoki (Finlandia dell’Ovest) ci sono due reattori nucleari, entrambi dell’Olkiluoto Nuclear Power Plant. Sotto di essi si sviluppa una sorta di città sotterranea completamente dedicata alle scorie nucleari. L’impianto si chiama “deposito geologico di Onkalo” e sarà in grado di resistere a qualunque cataclisma, naturale o umano che sia.

Scorie nucleari (Getty)

La “garanzia” dell’impianto sarà di 100 mila anni. Posiva, che è l’organizzazione finlandese per lo smaltimento dei rifuti atomici, sta creando questo tunnel sotterraneo di 60 km che diventerà un gioiello per tutto il settore nucleare. Anche se ora sono solamente agli inizi: per ora sono stati costruiti 5 km. Kimmo Kemppainen, tra i responsabili, ha riferito che “la radioattività si riduce a livelli significativi ben prima dei 100 mila anni“, ma non è questo il punto di tutto il progetto. Onkalo avrà infatti una straordinaria capacità: potrà contenere 6500 tonnellate di scorie. La traduzione letterale dal finlandese è molto semplice: lo chiamano “il buco”.

Come funziona? Le barre di uranio, usate oggi dalla Finlandia per sviluppare un quarto della sua energia, finiranno sepolte nella roccia, grazie a contenitori in ferro, rame, bentonite e cemento. Il primo cilindro in ferro, per non far fuoriuscire radiazioni, il secondo in rame per evitare che il ferro si corroda, poi uno strato di bentonite per isolare idricamente e infine una “tomba” di cemento. Il nemico più grande? L’acqua, che con la sua capacità d’infiltrazione rischierebbe di inondare Onkalo.

E poi, una volta riempito il tutto? (per altro, la data presunta per la conclusione di raccolta delle scorie è il 2125) Si farà in modo che la chiave per entrare nel grande “buco” sparisca. Non ci sarà alcun tour fotografico né scolaresche. Tutto dovrà rimanere intoccabile. Chi si occupa di questo progetto ha molto a cuore questo dettaglio: non devono esserci abbastanza tracce da permettere a un essere umano di scavare tutto.
Come ricorda Repubblica, “in Italia quasi 9 mila tonnellate di scorie provenienti dall’epoca pre-referendum, da reattori di ricerca o per finalità mediche, attendono il parere del governo su una lista (mai resa pubblica) di possibili siti per lo stoccaggio finale. Anche perché, a differenza della spazzatura normale come nel caso di Roma con l’invio in Austria dei propri sacchi, per le scorie nucleari l’ipotesi dello smaltimento all’estero è impraticabile per legge”.

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