Depressione, farmaci più efficaci grazie a maggiore plasticità neurale -2-

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Roma, 11 set. (askanews) - In una prima fase, gli studiosi hanno somministrato in un modello preclinico di depressione uno dei più comuni antidepressivi, la fluoxetina (conosciuta con il nome commerciale Prozac), in grado di aumentare la neuroplasticità, e hanno dimostrato come tale aumento sia associato a un cambiamento dei livelli di espressione di marker infiammatori. Infatti, quando i soggetti sperimentali erano sottoposti per tre settimane a un ambiente stressante, che causa un'attivazione della risposta immunitaria, il trattamento con la fluoxetina riduceva i livelli di infiammazione. Quando invece erano esposti ad un ambiente favorevole, associato a un'azione anti-infiammatoria, il trattamento con fluoxetina induceva livelli più alti di infiammazione.

In una seconda serie di esperimenti preclinici, i ricercatori hanno somministrato lipopolisaccaride, una molecola in grado di scatenare la risposta immunitaria, o ibuprofene, un farmaco con effetti anti-infiammatori, modificando i livelli di infiammazione, rispettivamente, alzandoli e abbassandoli, e hanno misurato la neuroplasticità, attraverso marker molecolari.(Segue)