I deputati hanno deciso di non rispettare le regole

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Il nuovo Dpcm, firmato da Giuseppe Conte, ha segnato la chiusura dei ristoranti alle ore 18, mettendo in crisi la maggior parte dei ristoratori. Questa regola, però, sembra valere solo per il popolo, per i titolari delle piccole attività che già stavano facendo i conti con le gravi conseguenze economiche del lockdown di marzo. Per i deputati la situazione è ben diversa.

Aperto ristorante della Camera

I deputati hanno deciso di non rispettare le regole, ma grazie all’intervento dell’opposizione tutto è venuto a galla. “Dal lunedì al giovedì, presso i locali della ristorazione al piano Aula avrà luogo un servizio mensa con orario 19-21. Il servizio è attivo da oggi, 27 ottobre” è il messaggio che è arrivato sul cellulare dei deputati. Il loro servizio di ristorazione ha deciso di riaprire anche la sera nonostante il divieto. Per quale motivo? Francesco Scoma ha giustificato questa decisione spiegando che ci sono molte sedute notturne, per cui deve essere garantito il servizio di ristorazione. “Anche se qualcuno di noi volesse uscire per consumare una veloce cena, d’altronde, troverebbe tutto chiuso. Non vedo dove sia lo scandalo. Noi parlamentari dobbiamo per forza limitarci al cibo da asporto, ovvero ai panini?” è stata la risposta del parlamentare di Italia Viva, come riportato da La Repubblica.

Questa polemica è stata scatenata da Fratelli d’Italia, che considera questa situazione come una “discriminazione rispetto a tutti i ristoratori italiani“, che in questi giorni stanno manifestando contro il nuovo Dpcm. Il partito ha fatto sapere che nessuno di loro frequenterà il ristorante della Camera fino a quando tutti i ristoranti non saranno riaperti. “Se questo ristorante riapre allora vanno tenuti aperti anche tutti gli altri ristoranti che quotidianamente vengono costretti a chiudere a partire dalle ore 18” ha spiegato Walter Rizzetto. Intanto, Roberto Fico, presidente della Camera, ha fatto sapere che si tratta solo di un prolungamento dell’orario della mensa e che effettuerà una verifica. Ciro Maschio, a Libero, ha sottolineato che questa “chiusura è una fesseria autentica“. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha sottolineato che si tratta di un “fatto grave” e che lo denuncerà alla magistratura per abusi di atti d’ufficio.