Dermatite atopica: buone notizie da nuovo anticorpo monoclonale

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Roma, 8 nov. (askanews) – Ogni anno, fino a circa il 10% degli adulti e il 20% dei bambini riceve una diagnosi di dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica della pelle, patologia debilitante che può causare forte prurito e disagio per decenni. Buone notizie arrivano da una nuova molecola Leo-Pharma – che ha ottenuto l’autorizzazione a livello europeo lo scorso 17 luglio e un primo step del processo autorizzativo anche in Italia. Si tratta di un anticorpo monoclonale umano sviluppato per neutralizzare in modo specifico la citochina IL-13, che svolge un ruolo chiave nel guidare il processo immunitario alla base dei segni e dei sintomi della dermatite atopica.

Spiega ad Askanews Fabio Presutti, Medical Director Leo-Pharma: “Uno dei bisogni insoddisfatti nella dermatite atopica moderata-severa è raggiungere una risposta buona ma soprattutto duratura nel tempo: questa è una delle necessità che il medico ha nel trattamento dei pazienti “.

Sul farmaco è stato avviato lo studio Extend relativo a 345 pazienti, con l’intento di valutarne l’efficacia sull’arco temporale di cinque anni, i cui primi risultati sono stati presentati al Congresso europeo di dermatologia. “Sono tutti pazienti che hanno partecipato agli studi registrativi Extra1 e Extra2, entrambi già pubblicati su riviste prestigiose, ora sono usciti dallo studio registrativo e verranno seguiti per un periodo fino a 5 anni per verificare il mantenimento dell’efficacia e anche la sicurezza del farmaco. Di questi 345 pazienti, 126 si possono considerare in terapia continuativa: lo stop nel passaggio da uno studio all’altro è stato, cioè, inferiore alle 5 settimane. Per loro si è visto che la risposta clinica al trattamento, il beneficio, è stato molto alto. In alcuni pazienti questo periodo di stop è stato superiore alle 5 settimane, ma complessivamente anche in questi casi i risultati registrati dallo studio Extend sono stati estremamente buoni, sia come efficacia, che come mantenimento dell’efficacia, che come sicurezza. I pazienti che avevano avuto un’interruzione superiore alle 6 settimane, hanno ripreso l’efficacia terapeutica riportando ai valori iniziali il trattamento entro le 12 settimane con un ripristino dell’efficacia. Altro dato dello studio portato all’attenzione del Congresso è stato quello relativo alla sicurezza e alla possibilità di proseguire le cure anche se il paziente viene vaccinato contro il covid-19: “Abbiamo esaminato 231 pazienti adulti trattati per dermatite atopica moderata severa – riferisce l’esperto – e al contempo vaccinati o con una vaccinazione tradizionale o a Rna messaggero. Nessuno di loro ha riportato eventi avversi tali da dover sospendere il trattamento. Soltanto un paziente ha contratto il covid ma aveva fatto una sola dose di vaccino tradizionale, mentre tutti gli altri non hanno avuto effetti collaterali e non hanno registrato infezione da covid-19”.

Dunque, un farmaco efficace e sicuro “non solo nel breve termine, come era stato già dimostrato un anno fa con le pubblicazioni di studi registrativi, ma anche nel lungo termine, e questo credo sia un buon messaggio da dare alla classe dei dermatologi ma anche ai pazienti affetti da questa patologia”, conclude Presutti.

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