Dermatologia etnica, è a Napoli l'ambulatorio modello -2-

Red

Roma, 20 dic. (askanews) - "È importante però non pensare a priori che il paziente straniero sia una persona infettiva - precisa Fabbrocini -. Gli immigrati portatori di malattie infettive sono una minoranza: l'incidenza è pari a quella della popolazione nazionale. Peraltro risultano loro stessi esposti a patologie che il loro sistema non conosce e che invece sono endemiche in Italia". Diverse sono le problematiche osservate in questi mesi: "Abbiamo diagnosticato - prosegue la specialista - anche malattie genetiche della cute, e da circa 4 mesi seguiamo un caso di 'Scleredema di Buschke', una rara malattia del tessuto connettivo in cui vi è un progressivo indurimento della cute a livello di nuca, dorso, addome e viso, che in assenza di trattamento può addirittura arrivare a limitare i movimenti corporei. In ogni caso, è fondamentale riconoscere le specifiche patologie e intervenire tempestivamente, per offrire al paziente la migliore assistenza possibile e anche per ridurre i rischi di trasmissibilità delle malattie".

In contemporanea poi con l'attività dell'ambulatorio, sta per nascere un portale che consentirà di mettere a disposizione dei medici iscritti la professionalità e l'esperienza del team di medici coinvolti nella struttura sanitaria napoletana. Un obiettivo che la prof.ssa Fabbrocini porta avanti con una serie di conferenze e di incontri. Appuntamenti che si rinnoveranno anche nel 2020: il primo incontro, dal titolo "Le malattie dermatologiche del viaggiatore, dei migranti e delle popolazioni mobili", è in programma per il prossimo 25 gennaio.