Dermatologia, una nuova era iniziata un anno fa

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Una svolta che ha dato inizio ad una nuova era. Ad un anno dal World Congress of Dermatology, andato in scena un anno fa a Milano con la 24esima edizione, l’onda lunga dell’evento è ancora evidente. L’evento, che si è sviluppato attorno al dibattito sul tema “A new ERA for Global Dermatology”, ha coinvolto 

17.000 delegati provenienti da 149 Paesi, ha raccolto 5.777 abstract e assegnato 1.132 borse di studio tra 224 sessioni e meeting, 39 sessioni sponsorizzate, 10 “Meet the expert”. Un motore che si è acceso e che ha spinto una macchina internazionale nel corso dei successivi 12 mesi. 

La molteplicità di voci ed esperienze raccolte, insieme all’inserimento della dermatologia nel contesto più ampio di discipline - come la reumatologia, l’oncologia, la chirurgia estetica e la pediatria - legate alla cura della persona, hanno raccontato la nuova visione del paziente considerato nella sua interezza. Il WCD2019 ha fornito un chiaro e completo spaccato della dermatologia nel 2019, con focus sulle sue attuali sfide. Inoltre, “in sede congressuale è avvenuta la magia dello scambio e del confronto insieme alla condivisione delle novità terapeutiche che stanno progressivamente entrando nella pratica clinica. Al WCD2019 sono stati anticipati i futuri trend della disciplina. Sono stati presentati farmaci entrati in sperimentazione, mentre altri, come il Cemiplimab recentemente approvato dall’AIFA, sono andati a colmare vuoti terapeutici”, afferma il prof. Giovanni Pellacani, Presidente del 24th Congresso Mondiale di Dermatologia.  

L’eredità che un congresso di tale portata lascia alla città di Milano, che già “beneficia di un’immagine definita, di una forte capacità di attrazione turistica e di luoghi con un’elevata valenza simbolica” è quella di “diversificare, rivitalizzare e integrare l’offerta complessiva per mantenere una leadership culturale”. Accanto ad un’imponente ricaduta economica sul capoluogo lombardo, c’è anche un ulteriore, non trascurabile, fattore di ritorno, ovvero la percezione nei visitatori, di una città aperta, progredita e cosmopolita.  

A Milano, inoltre, resta in eredità anche un piccolo polmone urbano che Triumph Group International ha donato al Parco Nord della città, per ringraziare la comunità intera dell’ospitalità dedicata alla 24° edizione del Congresso Mondiale di Dermatologia e promuovere così una buona pratica in tema di sostenibilità. Centinaia di alberi, tra cui farnie, cerri, roveri e aceri, piantati a compensazione parziale delle emissioni di CO2.