Design, alchimia, specchi: Marianne Kennedy e la verità di Borges

Design, alchimia, specchi: Marianne Kennedy e la verità di Borges

Venezia, 2 set. (askanews) – Ci sono gli specchi e c’è un labirinto, oltre naturalmente a dei libri. Inevitabile pensare al nome di Jorge Luis Borges, e infatti la sala in cui ci troviamo nella Fondazione Giorgio Cini di Venezia è dedicata proprio al grande scrittore argentino. A dialogare con il labirinto progettato da Randoll Coate ci sono i lavori dell’artista e designer inglese Marianna Kennedy, che sull’isola di San Giorgio presenta una piccola antologica del proprio percorso creativo, intitolata, in modo decisamente potente, “Invincible Truth”.

La mostra presenta lavori storici di Kennedy accanto a due opere inedite: due grandi libri d’artista realizzati con tecniche veneziane tradizionali che fanno, anche qui borgesianamente, da summa del lavoro della designer, oltre che da catalogo – emblematico ed alchemico – del proprio immaginario. Che prende la forma di oggetti dotati di una vita ulteriore, ma anche di un ambiente che contiene nei suoi elementi di base una dose di affascinante mistero, che si alimenta, naturalmente, grazie alla relazione con il visitatore.

I pezzi in mostra sono realizzati in collaborazione con artigiani come i vetrai di Murano o l’Officina fabbrile Zanon e riprendono il lavoro di un architetto come Carlo Scarpa. Il tutto però alla luce della visione di Marianna Kennedy, musa profonda di se stessa, come è giusto che sia se tiriamo in ballo le storie e le ambientazioni di Borges, in fondo padre segreto di tutti noi.