Design: Sasso (Idb), 'pandemia non ha fermato i settori Furniture e Lighting'

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Il 2020, soprattutto nel primo semestre, è stato sicuramente un anno molto complesso per tutto il sistema economico del paese. Anche il settore del design ed arredo ha subito diverse battute d'arresto e tra chiusure e riaperture, ha dovuto in certi casi fermare le produzioni e attivarsi per superare un momento di grande incertezza. "Come Idb -spiega ad Adnkronos/Labitalia Andrea Sasso, Chairman e Ceo di Italian Design Brands (Idb), nata nel 2015 per promuovere un polo del design italiano di alta qualità e che oggi conta 7 aziende del settore, tra cui Gervasoni e Modar- abbiamo fin da subito operato a supporto di tutte le società del Gruppo procedendo per scenari, adottando misure straordinarie per mettere finanziariamente in sicurezza le società e promuovendo il ricorso agli ammortizzatori sociali messi a disposizione dal Governo, strumenti utilizzati da quasi tutte le nostre aziende per la prima volta nella loro storia". "Fortunatamente nella seconda metà del 2020 due delle tre aree strategiche di Idb, il Furniture (indoor e outdoor) e il Lighting, hanno registrato un’ottima ripresa, con un rimbalzo nei mesi estivi che si è consolidato anche in autunno con ordinati tutt’oggi in forte crescita. Stimiamo che quest’andamento permetterà alle aziende Furniture e Lighting di chiudere l’anno con un calo di fatturato tra il -10% e -5% sul 2019, risultato in linea con le più recenti previsioni di FederlegnoArredo per i comparti Arredamento e Illuminazione italiani", osserva Sasso.

"Più colpita invece l’Area strategica del Luxury Custom Furnishings, arredamento contract di lusso, il cui lavoro è principalmente basato su progetti legati al mondo del retail e dell’hotellerie. Mondi che, per effetto dei blocchi agli spostamenti che hanno interessato progressivamente ogni area del mondo, con conseguente calo significativo di tutto l’indotto generato dal travel spending, hanno dovuto posticipare gran parte degli investimenti programmati, soprattutto in Europa. Reduci da un 2019 eccezionalmente straordinario per questa Asa, siamo certi che la ripresa ci sarà, seppur un po’ più lenta rispetto a quanto vissuto nel Furniture e nel Lighting", commenta Sasso. Gli obiettivi di Idb sono chiari: "Rappresentare l’eccellenza dell’interior design e dell’artigianalità italiani nel mondo", riporta Sasso che prosegue: "Per farlo, vogliamo continuare ad aggregare imprese di successo con una dimensione compresa tra il 10 e i 40 milioni di fatturato, che condividano i valori del nostro Gruppo tra cui l’imprenditorialità, il rispetto per l’indipendenza, l’identità e il Dna aziendali e il lavoro sinergico, per la creazione di valore condiviso".

Obiettivo: quotazione in Borsa

La pandemia ha spostato un po' gli orizzonti temporali degli obiettivi da raggiungere, ma non li ha stravolti. "Dopo il raggiungimento della soglia di 150 milioni di fatturato, l’obiettivo primario del Gruppo è continuare a crescere organicamente e per linee esterne, proseguendo il percorso intrapreso verso la quotazione in Borsa. L’Ipo, passo che era stato annunciato diverse volte e previsto proprio nel 2021, dovrà aspettare ancora un anno circa, ma i piani Idb restano confermati e proseguono invariati", conferma Sasso. "In questa circostanza più che mai è emerso quanto fare parte di un Gruppo possa essere importante e indispensabile, nell’affrontare nuove opportunità come nel far fronte a situazioni di emergenza e difficoltà. La pandemia e i suoi effetti ci hanno confermato e dimostrato la validità del nostro progetto, soprattutto in un mercato come quello dell’arredamento che conta in Italia circa 20.000 aziende, di cui la maggior parte sono piccole e medie imprese che devono raggiungere la dimensione critica se vogliono arrivare a competere efficacemente su scala globale", conclude.

La pandemia ha accelerato digitalizzazione

"A marzo abbiamo dovuto ripensare completamente a come continuare a comunicare internamente, nonché a come restare in contatto con il mercato -racconta ad Adnkronos/Labitalia Giorgio Gobbi, Managing Director di Italian Design Brands (Idb), che oggi conta su 7 aziende (Gervasoni, Meridiani, Cenacchi International, Davide Groppi, Saba Italia, Modar e Flexalighting)-. In primis abbiamo predisposto e formato tutto il personale delle società Idb per l’utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione, videoconferenza e chat, passo indispensabile per collaborare anche a distanza e procedere alla riprogrammazione del lavoro". "All’annuncio del primo lockdown, eravamo letteralmente alle porte del Salone del Mobile -ricorda Gobbi- : le aziende del Gruppo stavano lavorando da mesi al lancio dei nuovi prodotti e all’incontro con il mercato, appuntamento che non poteva essere mancato. Si sono così “digitalizzati” i rapporti con i clienti, attraverso una fitta programmazione di incontri virtuali, webinar di formazione e supporto alla revisione delle strategie. I team di comunicazione e marketing hanno subito iniziato a lavorare alla creazione di nuovi strumenti e materiali: immagini, cataloghi e video, revisione dei siti aziendali, con avvio di nuovi progetti per l’integrazione di tools digitali e configuratori, e forte spinta sull’attività di social marketing. Alcune aziende hanno addirittura presentato completamente online i nuovi prodotti, come accaduto con la lampada “Origine” di Davide Groppi, o intere nuove collezioni, come nel caso di “Oltremare” di Saba Italia o della linea “Outdoor” di Gervasoni". E con la riapertura, le nuove metodologie di lavoro sono entrate a far parte della routine dell’organizzazione. "Un esempio fra tutti riguarda gli incontri che svolgiamo mensilmente con gli imprenditori del Gruppo, -spiega Gobbi- che abbiamo proseguito in questi mesi e, anzi, abbiamo potuto intensificare trasformando gli appuntamenti in meeting virtuali, nel rispetto delle regole e delle sensibilità di ciascuno". "Tutto questo fa parte di un processo di digitalizzazione che da anni era in atto, non solo nel nostro settore, e che come ogni cambiamento necessitava di tempo per affermarsi, ma ha invece subito un’improvvisa e spontanea accelerazione", osserva il Managing Director di Italian Design Brands (Idb).

Seconda ondata ha raffreddato ottimismo, ma c'è fiducia

Gobbi non nasconde che l'ottimismo sulla ripresa sia stato alquanto raffreddato dalla seconda ondata di pandemia. Ma si riesce comunque ad essere cautamente positivi. "Certamente questa seconda ondata non ci voleva -dice-. Dopo il primo lockdown, molti settori avevano appena iniziato a muovere i primi passi della ripresa e l’andamento degli ultimi mesi ha stroncato questo percorso sul nascere. Per altri, come il nostro, l’impatto da agosto ad oggi è stato meno duro e la maggior parte delle aziende, così come quelle del Gruppo, è riuscita con piani ed azioni efficaci a recuperare, performando meglio di quanto atteso dopo un primo semestre così difficile e chiudendo l’anno con un calo più contenuto". "Guardando al 2021, le nostre previsioni restano prudenti, ma positive. Il semestre che ci aspetta sarà molto importante per capire se le soluzioni oggi sotto studio possano essere realmente risolutive e avere visibilità su che piega prenderà il nuovo anno. Percepiamo nel nostro settore una grande voglia di ripartenza e ottimismo per il ritorno ad una 'nuova normalità'. Anche i mercati dimostrano molta fiducia e questa è già un’ottima notizia", conclude Gobbi.