Detenuto a Rebibbia aggredisce a morsi un poliziotto

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Un detenuto al 41 bis nel carcere di Rebibbia a Roma ha aggredito un agente del Gruppo Operativo Mobile staccandogli quasi la falange di un dito a morsi. A darne notizia la Segreteria Nazionale del Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE che ha denunciato anche l’assenza del ministro Bonafede.

Detenuto stacca a morsi la falange ad un agente

Secondo quanto si legge nel comunicato, l’uomo è riuscito a dargli un forte morso tanto da procurargli delle ferite profonde sulle dita della mano facendogli quasi perdere una falange. Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza agli uomini in divisa che ha spinto il Sappe a rivendicare la possibilità di utilizzare strumenti idonei per garantire l’incolumità degli agenti. Tra questi quelli già attualmente in uso da Polizia di Stato e Carabinieri ovvero pistola ‘taser’ e spray al peperoncino.

Il segretario generale Donato Capece ha definito quanto accaduto di una violenza inaccettabile ed esemplificativo di quanto sia pericoloso lavorare nei penitenziari. Luoghi definiti “sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato“. A tal proposito il sindacato ha chiesto un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria per affrontare gli eventuali interventi da adottare per assicurare le tutele al personale in servizio.

Infine l’affondo contro Alfonso Bonafede, definito dal segretario nazionale Federico Pilagatti un ministro “che non c’è mai stato, non c’è e quando accade qualcosa di tragico chissà perché è sempre assente“. Di qui la pretese di un intervento dello Stato onde far passare il messaggio che voglia consegnare le carceri ai detenuti. “Hanno delegittimato il nostro lavoro e la nostra professionalità. La sicurezza nelle carceri è pari a zero e questi sono i risultati“, ha concluso irato.