"Deve finire nel sangue", il piano della studentessa per uccidere l'ex

Marina Spinelli (Facebook)

Marina Spinelli, 19 anni, studentessa di Sesto San Giovanni, incensurata. E' stata lei ad organizzare nei minimi dettagli l'aggressione all'ex fidanzato, accoltellato a metà settembre a Monza. E' la conclusione alla quale sono arrivati i militari del Nucleo Radiomobile di Monza, agli ordini del capitano Pierpaolo Pinnelli e del tenente Alessandro Monti e che ha portato all'arresto della giovane con l'accusa di tentato omicidio in concorso confronti dell'ex.

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I fatti

Domenica 15 settembre, giardini pubblici di San Rocco, Monza. Davanti a decine di bambini con i loro genitori, un 27enne viene brutalmente aggredito e ferito a coltellate da due uomini arrivati in auto pochi istanti prima. Accanto alla vittima, soccorsa e trasportata d'urgenza all'ospedale Niguarda di Milano, c'è lei, Marina Spinelli, che assiste impassibile alla scena e se ne va con gli aggressori. "Ero pietrificata, è stato il mio fidanzato, ossessionato dalla gelosia", racconterà ai carabinieri.

Ma la verità è un'altra: è stata Marina ad aver pianificato tutto, dopo aver attirato in una trappola la vittima, con la quale aveva avuto una breve relazione un paio di anni fa. Ora è stata arrestata e portata in carcere a San Vittore, con l'accusa di essere la mandante del tentato omicidio. In manette anche i due aggressori, accusati di essere gli autori materiali dell’aggressione: si tratta dell'attuale fidanzato, 20enne italiano di origine egiziana e del suo complice, un altro ventenne di origini nordafricane.

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I messaggi che la inchiodano

La 19enne è stata incastrata dallo scambio di messaggi telefonici con il fidanzato: "Deve morire a calci in bocca mentre tu lo tieni fermo, deve finire nel sangue", si scrivono i due. Dalle indagini emergerebbe un piano omicida anche nei confronti del cugino del ferito: "Pagheranno per quello che ti hanno fatto", si legge in un altro messaggio.

La scusa e l'aggressione

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la giovane avrebbe organizzato un incontro con l'ex, reduce da un periodo di carcere per spaccio di stupefacenti, con la scusa di voler acquistare un po' di marijuana. Lo avrebbe dovuto poi condurre in un luogo più appartato e qui sarebbe dovuta scattare l'aggressione, lontano da occhi indiscreti. Al rifiuto della vittima di appartarsi, Marina avrebbe inviato un messaggio ai complici ("Non vuole seguirmi, non riesco a portarlo dietro agli alberi...") che a quel punto avrebbero deciso di intervenire.

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