Devil’s Slide in California, bunker risalente alla II GM

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I resti del Devil’s Slide in California
I resti del Devil’s Slide in California

Situato sulla costa tra Montara e il distretto di Linda Mar di Pacifica, in California, c’è un luogo che ha un nome che incute timore: è il Devil’s Slide, così chiamato a causa delle numerose frane che si verificano in quest’area a causa dell’erosione costiera. Ma non è un promontorio qualunque, perchè sulla sua sommità c’è un bunker militare abbandonato, risalente alla seconda guerra mondiale.

I resti del Devil’s Slide Bunker in California

Il Devil’s Slide fu costrutito durante il periodo della seconda guerra mondiale, come punto di osservazione e di difesa del porto di San Francisco. Questi edifici militari includevano un altro bunker e una torre di osservazione in acciaio.

Venne usato, insieme ad altri edifici, come punto di triangolazione. Considerando poi che all’epoca il moderno radar non era ancora presente, la triangolazione veniva eseguita a mano, da un addetto con binocolo e bussola per scrutare l’oceano. Se una nave nemica veniva avvistata, le sue coordinate venivano trasmesse al posto centrale. Le informazioni provenienti da più postazioni di osservazione venivano poi utilizzate per triangolare la posizione della nave e delle unità ostili. A quel punto partiva una comunicazione via radio, al vicino cannone da sei pollici che avrebbe sparato su qualsiasi nave nemica.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il Devil’s Slide Bunker fu abbandonato. Diventato ormai obsoleto per il suo scopo, visto che fu soppiantato dall’avvento del radar, l’impianto militare entrò in possesso del governo degli Stati Uniti nel 1949.

Devil's Slide bunker e il suo sperone di roccia
Devil's Slide bunker e il suo sperone di roccia

Dal 1970 ad oggi

Durante gli anni ’70, la terra sulla cima del picco fu sgomberata per un progetto di costruzione anticipato, che tuttavia non andò in porto, lasciando il Devil’s Slide Bunker nella strana posizione che ancora oggi possiamo vedere: in bilico sul suo solitario sperone di roccia.

Nel 1983 diventò proprietà privata, e tale è rimasto sino ad oggi. Attira molti turisti, grazie anche ad una pista ciclabile, che in origine era la Route 1. Nonostante la sua posizione piuttosto inconsueta, non ha scoraggiato i molti che, arrampicandosi lungo la parete di roccia, lo hanno letteralmente ricoperto di graffiti.

Il promontorio stesso è stato anche protagonista di una scena chiave del thriller del 1960 Portrait in Black.