"Devo curare mio marito", e chiede di essere licenziata

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"Dove c'è lui ci devo essere anch'io, stiamo insieme dal 1977 e non lo lascio". Michelina Negretti ha 65 anni e fra un anno potrà andare in pensione per occuparsi a tempo pieno del marito Angelo. Ma un anno, per la donna con un coniuge invalido totale dopo un'emorragia cerebrale nel 2017, sono un tempo troppo lontano. Ed è così che Michelina, racconta stamane il Corriere della Sera, fa appello all'azienda per la quale lavora - il colosso tedesco della grande distribuzione Metro - chiedendo di essere licenziata. 

Due, spiega il Corriere, le "esigenze confliggenti ma imprescindibili: continuare ad accudire a tempo pieno il marito invalido e al tempo stesso attraversare l’anno che la separa dal traguardo della pensione. Ma a quanto pare farsi cacciare via dal posto di lavoro può rivelarsi difficile quanto trovarne uno". Nella primavera scorsa, in previsione della fine del periodo massimo di congedo parentale - 500 e poi altri 230 giorni di congedo straordinario -, la signora ha chiesto infatti appuntamento al capo del personale della Metro, ma la risposta non è stata quella attesa: "Ho chiesto una buonuscita per potermi gestire di qui alla pensione ma mi è stato risposto che 'non ci sono soldi', allora ho ripiegato su un semplice licenziamento - racconta - così almeno posso ricevere l’assegno di disoccupazione per i mesi che mi mancano". Ma la risposta - sottolinea il Corriere - è di nuovo negativa: Michelina dovrà rientrare al lavoro il 14 settembre oppure dimettersi e rimanere senza entrate per un anno intero. E se l'azienda si dice disponibile a concordare orari più adatti alle sue esigenze, Michelina non ci sta e non si arrende: "Vorrà dire - spiega - che mi presenterò al lavoro con mio marito".