Dg Oms, 'allibito da aziende, no avanzi vaccino a Paesi poveri'

"Non rimarrò in silenzio vedendo che le aziende e i Paesi che controllano la fornitura globale di vaccini" contro Covid-19 "pensano che i poveri del mondo dovrebbero accontentarsi degli avanzi". Parola del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che in conferenza stampa a Ginevra si è detto "allibito" dopo aver letto alcune dichiarazioni dell'Ifpma, la Federazione internazionale dei produttori e delle associazioni farmaceutiche.

"Ieri - ha riferito il Dg Oms - l'Ifpma ha detto che i Paesi del G7 ora hanno abbastanza vaccini" anti-Covid "per tutti i loro adulti e adolescenti, e per offrire dosi" aggiuntive "di richiamo ai gruppi a rischio, e che l'aumento della produzione dovrebbe rivolgersi adesso alla fornitura globale e alla condivisione di dosi. In realtà - ha puntualizzato il numero uno dell'Agenzia delle Nazioni Unite per la sanità - i produttori e i Paesi ad alto reddito hanno da tempo la capacità non solo di vaccinare i propri gruppi prioritari, ma anche di supportare contemporaneamente la vaccinazione di quegli stessi gruppi in tutti i Paesi", cosa che "chiediamo fin dall'inizio".

"I Paesi a reddito medio-basso non sono la seconda o la terza priorità - ha incalzato il Dg - I ​​loro operatori sanitari, i loro anziani e gli altri gruppi a rischio hanno lo stesso diritto di essere protetti" in quelle nazioni, così come nelle altre.

In un messaggio al G20 della Salute che si è svolto a Roma, ha ricordato, "ho richiamato la necessità di sostenere il raggiungimento degli obiettivi globali Oms sul fronte delle vaccinazioni" Covid-19 con precise azioni: "Consegnare a breve termine le dosi promesse a Covax", il programma internazionale per l'accesso globale all'immunizzazione, "soddisfare gli impegni di condivisione delle dose entro la fine di questo mese", e "facilitare la condivisione di tecnologia, know-how e proprietà intellettuale. Abbiamo gli strumenti" necessari ed "è chiaro quello che deve succedere: ora è il momento di una vera leadership, non di promesse vuote".

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