Di Battista: referendum? Da Salvini ignobile questione di poltrone

Pol/Vep

Roma, 13 gen. (askanews) - La premessa è che il referendum "è lo strumento più nbile a disposizione dei Popoli per incidere sulla vita politica" ma "è nobile se a richiederlo è il Popolo stesso, non una cricca di senatori dai culi angosciati dal timore di non trovar più poltrone". E' quanto scrive Alessandro Di Battista i un post sulla sua pagina Facebook.

"Salvini spera che questo giochetto possa portare alle elezioni anticipate. E' solo un'ignobile questione di poltrone. Infatti se dovesse cadere il governo prima del referendum sul taglio dei parlamentari noi cittadini eleggeremmo al prossimo giro ancora una volta 945 parlamentari e non i 600 previsti dalla riforma che è passata alle Camere. Salvini ha mandato a firmare i suoi galoppini nella speranza che il referendum convinca qualche parlamentare a spingere per le elezioni anticipate proprio per sfruttare un numero maggiore di seggi a disposizione" aggiunge Di Battista.

"In Italia per richiedere un referendum servono 500.000 firme. Sapete quante firme hanno raccolto i radicali per cancellare il taglio dei parlamentari? 669. Gli elettori italiani sono circa 50 milioni. Ripeto, contro il taglio dei parlamentari hanno firmato in 669: lo 0,000013% degli aventi diritto", attacca l'ex parlamentare M5s. "Ma il referendum si farà lo stesso perchè 71 senatori hanno firmato e la Costituzione, ci sono eccome - conclude - cose da sistemare, gli dà ragione. E' politicamente una vergogna il fatto che un mucchio di senatori possano, in sostanza, andare contro la pubblica opinione costringendo lo Stato a spendere circa 350 milioni di euro per indire un referendum dall'esito sicuro. Ed è ancora più vergognoso il fatto che le firme necessarie siano state raggiunte solo grazie ad un gruppo di senatori leghisti, evidentemente spinti da Salvini stesso dato che nella Lega nulla si muove senza l'assenso del capitano".