Di Battista: "Vorrei Zagrebelsky al Quirinale. Sono contro le larghe intese"

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(Photo: Franco Origlia via Getty Images)
(Photo: Franco Origlia via Getty Images)

“Chi mi piace per il Quirinale? Vorrei Gustavo Zagrebelsky, perché per me il presidente della Repubblica è il custode della Costituzione”. Così Alessandro Di Battista risponde intervistato a La7 sulle imminenti elezioni del presidente della Repubblica. Di Battista, in riferimento alle Quirinarie, ritiene che “Iscritti e militanti di tutte le forze politiche non esistano in questa fase”. “Esiste un mondo reale, oggi la mia impressione, senza nulla togliere al curriculum di Draghi, ma un altro conto è tenere d’occhio l’economia reale” afferma. Di Battista, nell’intervista a La7 critica poi gli accordi presi dalla larga maggioranza di governo e parla della sua scelta di uscire dal parlamento. “Gli accordi larghi mi preoccupano perché la politica deve essere divisiva”, aggiunge Di Battista. “Se dovessi tornare in parlamento vorrei farlo su volontà del popolo italiano. A uscire dal parlamento non ho sofferto, ho sofferto di non fare politica in prima linea, ma si può fare anche senza essere in parlamento”, prosegue Di Battista.

A proposito di accordi larghi, Di Battista ieri non ha perso occasione per criticare ancora una volta la scelta del leader M5S Giuseppe Conte di governare con centrodestra e Italia Viva, che hanno bocciato l’emendamento per il via libera ai tamponi nelle parafarmacie. “Il punto, Giuseppe, e sai che te lo dico con rispetto ma con schiettezza, è che con certa gente ci governate assieme. Coloro che hanno dato indicazione di voto contraria a tale (sacrosanto) emendamento, si siedono accanto ai Ministri a 5 Stelle nel Consiglio dei ministri. Hanno votato con loro l’ignobile salva-ladri, hanno avallato una finanziaria risibile sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, hanno approvato il Dl concorrenza che mette ancor più in pericolo la ripubblicizzazione dell’acqua” ha scritto su Facebook ieri l’ex grillino. Di Battista ha espresso la propria opinione commentando proprio il post in cui Conte aveva criticato la bocciatura - da parte delle due forze politiche di maggioranza - dell’emendamento per il via libera ai tamponi nelle parafarmacie. “Quando dissi ‘con i renziani neppure un caffè’ intendevo neppure un caffè. Non certo governarci insieme. Io ci ho provato in ogni modo ad avvertirvi 11 mesi fa della pericolosità della strada che il Movimento ha deciso di intraprendere. Pericolosità in primis per l’interesse generale e poi per il futuro del Movimento stesso. Saluti ed in bocca al lupo”, ha concluso l’ex deputato grillino.

A stretto giro è arrivata la risposta di Conte. “Con la stessa schiettezza, caro Alessandro, devo dirti che senza di noi oggi, con buone probabilità, non ci sarebbe più nulla di quello che abbiamo realizzato: Reddito di Cittadinanza, Spazzacorrotti, Superbonus 110% - solo per citare alcune misure. Sarebbe stato cancellato tutto quello per cui abbiamo lottato. Pensa alla riforma del processo penale e alla prescrizione per i reati mafiosi” ha scritto il leader M5S. Conte ha sottolineato come questo non sia “il Governo dei nostri sogni, ma dobbiamo rimanere in trincea a difendere le nostre conquiste”. ”È un momento di emergenza e non possiamo lasciare gli italiani al loro destino e in balia di visioni troppo diverse dalle nostre” ha aggiunto ancora Conte. “Paghiamo un alto costo politico come M5S, ne sono pienamente consapevole: ma lo facciamo solo e unicamente per i cittadini. Quando vorrai dare il tuo contributo costruttivo io e il M5S sapremo sicuramente tenerne conto” ha concluso l’ex premier.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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