Prove di disgelo tra Cina e Stati Uniti

SAUL LOEB / AFP

AGI - Prove di disgelo tra Cina e Stati Uniti, sullo sfondo della minaccia del dilagare del conflitto in Ucraina e delle fasi alterne vissute dall'economia cinese piagata dai continui lockdown della politica zero-Covid del governo di Pechino.

La Cina è "profondamente preoccupata" per la situazione in Ucraina, ha detto Xi nel suo colloquio a Bali con l'omologo Usa, Joe Biden. "Sosteniamo - si legge in una nota della diplomazia di Pechino - e attendiamo con impazienza una ripresa dei colloqui di pace tra la Russia e Ucraina, la guerra non ha vincitori".

Xi ha definito la situazione in Ucraina una crisi "complessa e globale". "È importante pensare a questo: primo, conflitti e guerre non producono un vincitore; secondo, non c'è una soluzione semplice a una questione complessa, e terzo, il confronto tra grandi Paesi deve essere evitato".

Non ci sarà una guerra fredda tra Cina e Stati Uniti

Quanto ai rapporti tra Washington e Pechino, Biden si è detto "assolutamente convinto che non ci sarà" una nuova guerra fredda con la Cina. "Non c'è nessun tentativo imminente della Cina di invadere Taiwan", ha detto il presidente Usa dopo l'incontro con Xi, "la nostra politica a riguardo non è affatto cambiata, vogliamo risolvere tutto pacificamente e non dovremo mai arrivare a questo".

Da parte sua la Cina si impegna a continuare ad incoraggiare i colloqui di pace tra Mosca e Kiev e sollecita Stati Uniti, Nato e Unione Europea a parlare con la Russia. "La Cina è fin dall'inizio dalla parte della pace e continuerà a incoraggiare i colloqui di pace", ha scandito Xi, citato in una nota della diplomazia cinese. "Sosteniamo e guardiamo a una ripresa dei colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Allo stesso tempo speriamo che gli Stati Uniti, la Nato e l'Ue conducano dialoghi complessivi con la Russia", ha aggiunto il presidente cinese.

L'apertura di Pechino al compromesso

Xi Jinping, è apparso aperto al compromesso su determinate questioni, ha detto Biden ai giornalisti che gli chiedevano se Xi sembrasse più conflittuale o più disposto a un'intesa. Biden ha detto di aver trovato il collega cinese "diretto, come sempre".

La questione di Taiwan è "il nocciolo" degli interessi fondamentali cinesi, è il fondamento politico delle relazioni tra Cina e Stati Uniti, ed è la "prima linea rossa che non deve essere oltrepassata" nei raporti bilaterali tra Washington e Pechino.

"Risolvere la questione di Taiwan è una questione per i cinesi ed è affare interno della Cina", ha aggiunto "Chiunque cerchi di dividere Taiwan dalla Cina violerà gli interessi fondamentali della nazione cinese: il popolo cinese non lascerà che questo accada", ha detto Xi da parte sua.

All'inizio del loro incontro a margine del G20  Biden e Xi si sono stretti la mano. Biden ha chiesto a Xi di trovare il modo di "lavorare insieme" per evitare che la rivalità tra le due potenze sfoci in "un conflitto". "Dobbiamo trovare la giusta direzione", ha replicato il presidente cinese, che ha auspicato scambi "schietti e approfonditi" tra i due Paesi. Il mondo sta affrontando "grandi cambiamenti come mai prima" ed è a un "crocevia".

Il presidente degli Stati Uniti vuole riaprire il dialogo con il suo omologo cinese, ma anche stabilire regole e tutele in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Pechino, spiega la Casa Bianca.

"Siamo in competizione", il presidente Usa lo riconosce, ma vale la pena assicurarsi che la competizione abbia dei limiti, che abbiamo regole chiare e che facciamo tutto il possibile per garantire che la competizione non diventi conflitto", ha affermato la Casa Bianca.

Il presidente degli Stati Uniti ha il sostegno dei suoi "alleati e partner" per questa politica, ha detto ai giornalisti un funzionario americano. "C'è un ampio sostegno per le nostre intenzioni di costruire un terreno fertile per la nostra relazione e aumentare le comunicazioni in modo responsabile", ha aggiunto.

L'alta posta in gioco pesa nella sfida per stabilizzare le relazioni tra Pechino e Washington, ma le aspettative sono relativamente basse. I due leader si sono parlati per telefono o video cinque volte da quando Joe Biden è entrato alla Casa Bianca nel 2021, ma si conoscono dal 2017.

Joe Biden in particolare ha esortato Pechino a usare la sua influenza per moderare la Corea del Nord, che ha appena effettuato una serie record di lanci di missili, sembrando prepararsi a condurre il settimo test nucleare della sua storia.

"Il mondo si aspetta" che i due Paesi lavorino insieme su alcune questioni e "noi, come nazione responsabile, crediamo certamente che dobbiamo farlo", ha continuato il funzionario.