Di Giacomo: in Italia almeno 4.500 detenuti con problemi psichici

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 15 mar. (askanews) - "Negli istituti penitenziari italiani ci sono 9 detenuti ogni 100 con problemi psichiatrici. La percentuale più alta soffre di disturbi nevrotici e di reazione alla detenzione. Il 30% di malattie psichiatriche collegate all'abuso di droghe e di alcool. Il 15% di psicosi". E' quanto ha dichiarato il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, spiegando che "i detenuti con problemi psichiatrici certificati sono circa 1.300, di cui 630 circa ospitati nelle 30 Residenza per le misure di sicurezza (Rems) disponibili, e oltre 700 in attesa di entrarvi".

"Le regioni con più detenuti in attesa sono la Sicilia con circa 140 detenuti, la Calabria con 120 e la Campania con 100" ha continuato Di Giacomo, sottolineando che "il problema psichiatrico nel carcere è da sempre sottovalutato e sottodimensionato: gli episodi di autolesioni di detenuti con difficoltà psichiatriche sono circa dieci ogni giorno, quattro sono le aggressioni che quotidianamente i poliziotti penitenziari subiscono da detenuti con problemi psichiatrici e due sono i tentativi di suicidio che la polizia penitenziaria riesce ad evitare".

"È condivisibile la raccolta di firme per evitare che le persone con problemi psichiatrici non finiscano in carcere e scontino la loro pena in centri di cura per la riabilitazione e la rieducazione" ha proseguito il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria, evidenziando che "questo principio però non può e non deve valere solo per le persone note come Fabrizio Corona". "Appare evidente che il problema debba essere affrontato in modo più organico e generale con l'introduzione di norme specifiche che evitino che le persone con problemi psichiatrici riconosciuti entrino in carcere" ha continuato, concludendo che "in un sistema in cui la pena deve essere scontata da tutti, non si può o non si deve trattare meglio chi è più famoso".