Di Maio attacca il Partito Democratico: “Non voglio averci a che fare”

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La crisi di governo in atto in queste settimane sta lasciando ampi scorci sulle possibili nuove alleanze. Matteo Salvini ritiene che il Movimento 5 stelle (e in particolare Luigi Di Maio) possa coalizzarsi con il Partito Democratico. Dalle opposizioni, però, Matteo Renzi smentisce a pieno titolo, mentre Di Maio non intende governare con i dem. Nelle ultime ore, inoltre, balza su Internet un duro attacco del leader del movimento al Pd: i fatti risalgono allo scorso 18 luglio. I dem non ritengono superabili le parole utilizzate da Di Maio. Vediamo cosa è stato detto.

L’alleanza Di Maio-Pd

Matteo Salvini ha aperto la crisi di governo con una mozione di sfiducia vero il premier Giuseppe Conte: nelle sue intenzioni si deve discutere sul voto “prima di Ferragosto”. Luigi Di Maio, invece, intende votare sul taglio dei parlamentari prima di recarsi alle urne e smentisce una possibile alleanza con il Partito Democratico. Dalle opposizioni, infine, i dem hanno presentato una mozione di sfiducia al vicepremier leghista Matteo Salvini. Alcune indiscrezioni vociferano di un possibile si alla discussione in aula a Montecitorio della mozione di sfiducia a Salvini.

Le stesse fonti, inoltre, sembrano preludere un appoggio del Pd alla riforma del taglio dei parlamentari. Tuttavia, l’approvazione della riforma grillina comporterebbe un periodo di 6 mesi prima di diventare effettivamente realtà: per questo motivo Matteo Salvini, probabilmente, ha rotto il ghiaccio. Per rovesciare i piani di Salvini, però, il Pd e il movimento dovrebbero mettersi di comune accordo. A ostacolare il tutto sono le affermazioni di Di Maio risalenti allo scorso 18 luglio.

L’attacco di Di Maio al Partito Democratico

Circa tre settimane fa, il leader del movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, si era espresso con toni duri nei confronti del Partito Democratico. Citando testualmente il vicepremier: “Col partito di Bibbiano non ci voglio avere niente a che fare, col partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli, io non voglio avere nulla a che fare”.