Di Maio a Bengasi: "L'Italia è tornata determinante". E su Haftar: "È sincero"

Brahim Maarad

Il pressing diplomatico dell'Italia per un cessate il fuoco duraturo in Libia ha fatto tappa a Bengasi, ma non è riuscito, per il momento, a fermare la presa di Khalifa Haftar sull'aeroporto di Mitiga, dove i voli sono stati sospesi per la caduta di un razzo. Le milizie del generale hanno affermato che non permetteranno alle Nazioni Unite di utilizzare l'unico aeroporto funzionante nella capitale Tripoli. La decisione arriva poche ore dopo l'approvazione nel Consiglio di sicurezza dell'Onu di una risoluzione britannica che chiede alle parti in conflitto di impegnarsi per un "cessate il fuoco duraturo".

Per ora, però, e nonostante le buone intenzioni della diplomazia internazionale, gli scontri nella capitale libica proseguono: testimoni hanno sentito l'esplosione di razzi nella zona di Mashrou Al-Hadhba, un'area agricola a circa 30 chilometri a sud del centro città. Altri razzi sono atterrati in zone residenziali, causando danni e feriti, secondo le stesse fonti.

"La milizia di Haftar ha cercato di avanzare nella zona di Mashrou al-Hadhba ma le nostre forze hanno respinto l'attacco", ha affermato il Governo di accordo nazionale. La tregua attuale non regge, e lo dimostrano anche sporadici combattimenti quotidiani nei pressi di Tripoli e il flusso inarrestabile di armi nel Paese.

"L'Italia - ha affermato il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, al termine di un incontro con Khalifa Haftar, il giorno dopo quello con Fayez al Serraj - non accetta alcuna interferenza esterna e bisogna lavorare con impegno per un cessate il fuoco permanente. Stiamo lavorando concretamente affinché quella strada sia intrapresa da ambo le parti ed è fondamentale per noi che gli esiti della conferenza di Berlino siano rispettati".

Al suo rientro in Italia, Di Maio ha affermato di aver visto nell'uomo forte della Cirenaica "una sincera apertura sull'idea del Joint Military Committee (il tavolo 5+5 istituito con la Conferenza di Berlino, ndr) come consesso per il cessate il fuoco e per avviare il processo democratico".

A Monaco, dove si tiene da domani la Conferenza per la sicurezza, Di Maio ha aggiunto: "Avrò modo di incontrare i colleghi degli altri Paesi coinvolti nel dossier libico e la prossima settimana, a Roma, vedrò il ministro russo Lavrov nel formato 2+2 insieme al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini".

L'Unione europea, intanto, lavora al dossier Sophia. "L'obiettivo - ha detto un funzionario di Bruxelles - è ottenere un accordo di tutti gli Stati membri sul ridispiegamento di risorse marittime" nell'ambito della missione per dare un contributo a applicare l'embargo in Libia.

Per il momento non c'è accordo sul ritorno delle navi della missione Sophia per l'opposizione di Austria e Ungheria a causa dei timori di un effetto calamita per i migranti presenti in Libia. "Ci sono inquietudini tra alcuni Stati membri su possibili effetti secondari provocati dall'invio di navi europee in acque vicine alle acque territoriali libiche", ha spiegato la fonte. ma "tutti vorremmo vedere il Consiglio raggiungere un accordo lunedì".