Di Maio-Conte, è guerra fredda

Pietro Salvatori
(Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP) 

“Conte gli ha fatto male”. È direttamente da una fonte al vertice del Movimento 5 stelle che si percepisce il livello dello scontro in corso tra i due dioscuri del Movimento 5 stelle. Che qualcosa non vada lo si capisce dall’aula della Camera. Luigi Di Maio è seduto alla sinistra del premier che interviene in difesa del Mes, non lo guarda, la prossemica tradisce il gelo. Nessun applauso, solo un timido sorriso quando il capo del governo richiama “la resistenza allo studio dei dossier” da parte del fu ministro dell’Interno. Che i marosi si stiano trasformando in tempesta diventa chiaro un paio di ore dopo. La scena è la stessa, con Conte impegnato a replicare il discorso a Palazzo Madama. Di Maio non c’è.

Dietro le quinte si è consumato uno scontro senza quartiere. Pochi minuti prima che il premier si materializzasse a Montecitorio, sullo smartphone del ministro degli Esteri arriva il testo del discorso. Non la prende bene. Perché le parole di Conte sono un frontale con Matteo Salvini. Ma, pur non citandoli mai, investono come un treno i 5 stelle: “Il lavoro sul Mes ai tavoli europei, a livello tecnico e politico, era pienamente conosciuto dai membri del primo governo da me guidato”. Tutti i ministri, nessuno escluso. Vengono citate 11 occasioni in cui le modifiche del Fondo salva stati sono state oggetto di discussione in maggioranze delle quali i 5 stelle hanno fatto sempre parte.

Il testo è una difesa del lavoro svolto, e una spiegazione che quanto fatto non è stato portato avanti “al buio”, così come sostiene il capo politico M5s. Il tempo per correggere il tiro non c’è. Un parlamentare a lui molto vicino legge qualche minuto prima la prolusione contiana. “È la linea di Gualtieri, praticamente”. È un attimo, poi si corregge: “Ottimo, sbugiarda Salvini”. Ed è vero, dal punto di vista di Palazzo Chigi. Sbugiarda Salvini ma non mette di certo Di Maio in una posizione facile. Di Maio arriva in aula, la faccia è...

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