Di Maio contro Salvini: “Senza mojito sarebbe ancora al governo”

Di Maio contro salvini

Se Matteo Salvini non si fosse bevuto un mojito in più sarebbe ancora ministro dell’Interno. Ha deciso lui di non esserlo più, ha fatto cadere il governo, ora non è un problema mio quello che dice all’opposizione“. Parole al veleno quelle pronunciate da Luigi Di Maio contro l’ex alleato di governo, Matteo Salvini, parlando anche di “pugnalata alle spalle“. “Se in 14 mesi uno dice sempre che il governo va avanti e poi non ti chiama neanche…Volevano andare alle elezioni per prendere più seggi e più poltrone” ha proseguito Di Maio nel salotto di Massimo Giletti, a Non è l’arena.

Di Maio contro Salvini

Quando una persona ti da la sua parola e la tradisce per me finisce li e si va avanti – ha detto il ministro degli Esteri -. C’è ci pensa al partito e chi al Paese e lui ha pensato al suo partito. È legittimo, ma ora non può dire dall’opposizione che questo governo non sta facendo bene sull’immigrazione perché è lui che è uscito dal governo” ha sottolineato.

Immigrazione: “Redistribuzione è palliativa”

Inevitabile un cenno anche sul tema cardine dell’attualità politica italiana, l’immigrazione. Luigi Di Maio ha dunque difeso i provvedimenti presi dall’attuale governo: “Il problema dell’immigrazione in Italia non si risolve con le redistribuzioni, quello è un palliativo. Se io cittadino tunisino vengo a sapere che quando approdo in Italia posso finire in Francia, Germania o Inghilterra, inizio a non partire più. Ci sono i mercati degli uomini che convincono a partire“. “La prossima settimana – ha proseguito -, come ministro degli Esteri, emetterò provvedimenti per accelerare la procedura di rimpatrio dei migranti“.