L'Europa avverte Erdogan

Pietro Salvatori

“La Turchia fermi l’offensiva”. Passa un’intera giornata prima che l’Europa trovi la quadra per parlare con una sola voce sull’attacco sferrato da Recep Tayyip Erdogan ai curdi del nord della Siria. È un comunicato congiunto dei membri europei del Consiglio di sicurezza dell’Onu: “Le rinnovate ostilità armate comprometteranno ulteriormente la stabilità dell’intera regione, esacerberanno le sofferenze dei civili e provocheranno ulteriori spostamenti che aumenteranno ancora il numero di rifugiati e sfollati”. La diplomazia si mette macchinosamente in moto. Appena lunedì un Consiglio europeo dei ministri degli Esteri proverà a trovare una linea d’azione che si sostanzi in fatti oltre alla condanna di rito.

La Francia ha convocato l’ambasciatore turco a Parigi, e così ha fatto anche l’Italia. “Sia a livello di Unione europea che a livello d’Italia i ricatti sono inaccettabili”. Questo il senso del ragionamento fatto da Luigi Di Maio ai suoi collaboratori non appena lette le sprezzanti parole di Erdogan: “Se l’Ue ci ostacola manderemo da voi 3,6 milioni di profughi siriani”.

VIDEO - I bombardamenti notturni su Tel Abyad in Siria

 

La feluca turca è stata ricevuta dal viceministro Marina Sereni per ragioni protocollari. Una convocazione del tutto politica, dunque, non tecnica, fatta viaggiare su un livello appena sotto il vertice apicale della politica estera del governo italiano per questioni di prudenza e opportunità.

“L’Ue deve muoversi con una sola voce – ha ribadito in un’intervista al Tg3 Giuseppe Conte - non è accettabile questa iniziativa unilaterale turca, rischia di esser controproducente, di destabilizzare l’intero quadro già compromesso”. Nel tandem premier-ministro degli Esteri nessuno chiede apertamente un cessate le ostilità, che pur viene sottinteso. Più duro fra i morbidi, il governo italiano si sta muovendo in considerazione di un quadro assai complesso. La Turchia è un alleato della Nato e...

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