Di Maio: "Da Mosca ci aspettiamo segnali sulle esportazioni del grano"

FRED TANNEAU / AFP

AGI - "Le prossime settimane saranno cruciali per sbloccare la situazione. Lo voglio dire chiaramente. Dalla Russia ci aspettiamo segnali chiari e concreti, perché bloccare le esportazioni del grano significa tenere in ostaggio e condannare a morte milioni di bambini, donne e uomini". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in conferenza stampa con il direttore generale della Fao, Qu Dongyu.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è atteso all'Eliseo dove avrà una cena di lavoro con il Presidente francese Emmanuel Macron. Tra i temi al centro del colloquio, "gli sviluppi della guerra in Ucraina e il sostegno a Kiev, la sicurezza alimentare, il rafforzamento dell'autonomia europea in materia di Difesa e di Energia, nell'ottica di una strategia energetica diversificata e di una minore dipendenza energetica dalla Russia".

Per Di Maio le "affermazioni gravi" di Dmitri Medvedev, "insieme alle accuse alla stampa italiana da parte russa, non fanno che mistificare la realtà: credo si debba ricordare sempre che c'è un aggredito, l'Ucraina, e un aggressore, la Russia. Queste minacce non fermano assolutamente i nostri tentativi di arrivare alla pace e i nostri sforzi in tutte quelle sedi dove è possibile ravvivare il negoziato".

Sull'Ucraina e' intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio all'assemblea di Confcommercio: "Dopo la crisi causata dalla pandemia e gli importanti segnali di ripresa anche nei comparti dei servizi, del commercio, del turismo, l'aggressione della Federazione Russa all'Ucraina sta generando un nuovo momento di arresto e involuzione. La rottura intervenuta negli ordinamenti della comunita' internazionale - a partire dalla stessa Organizzazione Mondiale del Commercio - unita all'interruzione delle normali catene di valore basate sugli scambi, sta provocando forti tensioni, destinate a riflettersi anche sul mercato interno, con aumenti di costi, a partire da quelli per l'energia".

Per il rincaro delle materie prime "il Governo metterà in campo le iniziative e il Parlamento ci lavorera'", assicura il presidente della Camera, Roberto Fico, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Capua sul caro energia. "Viviamo un momento in cui c'è una crisi anche rispetto al grano - ricorda - quindi alimentare e di conseguenza aumentano i prezzi per tanti motivi. Proprio in queste ore si sta provando a sbloccare la situazione. Io spero che anche il canale diplomatico che si apre sul grano possa sviluppare delle relazioni politiche per far si' che si arrivi al cessate il fuoco e alla pace. Perché ricordiamoci: la guerra è veramente la follia più grande".

Nella Lega le prosizioni sono due. Per il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, "credere nei valori di libertà dell'Occidente talvolta comporta un prezzo. Quello che oggi le nostre famiglie e le nostre aziende stanno vivendo".

Matteo Salvini invece dichiara: "Continuo a lavorare sulla via della pace anche perché c'è mezzo continente africano che rischia di morire di fame senza grano russo e ucraino e centinaia di milioni di persone che rischiano la vita e che inevitabilmente si sposterebbero verso nord e arriverebbero sulle nostre coste. Sarebbe il disastro finale. Lavorare per la pace non è un mio diritto, ma un mio dovere e dovrebbero farlo tutti".

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