Di Maio e Salvini si contendono i truffati dalle banche

Giuseppe Colombo

Domenica sera, Treviso. Matteo Salvini, accompagnato da Luca Zaia, ha un lungo incontro con Luigi Ugone, il capofila dell'associazione che riunisce i risparmiatori rimasti coinvolti nel crac delle banche venete. La tensione nella "base" è ai massimi livelli. Perché i decreti per i risarcimenti sono fermi sulla scrivania di Giovanni Tria: manca ancora la risposta di Bruxelles, che deve dire la sua sulle norme. Poche ore dopo, lunedì mattina. Luigi Di Maio prende in mano il cellulare e invia una serie di messaggi a Ugone. L'impegno è comune: fare pressing sul ministro dell'Economia. I tempi del pressing - con gli interventi dei due vicepremier molto ravvicinati - sono la spia di un marcamento reciproco su uno dei temi più caldi del Contratto di governo.

Sono oltre 300mila i risparmiatori coinvolti nei fallimenti bancari che potrebbero beneficiare di un ristoro se, oltre alle venete, si prendono in considerazione anche le quattro banche (Etruria, CariChieti, Carife e Banca Marche) andate in risoluzione quando al governo c'era Matteo Renzi. Lega e Movimento 5 stelle hanno promesso un risarcimento del 30% e si è arrivati alla stesura di due decreti che stabiliscono i principi per aderire alla richiesta di rimborso e il funzionamento dell'intero meccanismo. Quei decreti sono stati scritti al Tesoro e già durante la gestazione sono venuti a galla visioni discordanti tra le strutture del ministro e gli uffici dei due sottosegretari Alessio Villarosa e Massimo Bitonci, rispettivamente in quota 5 stelle e Carroccio. Si è arrivati alla fine a due testi, che però non sono stati firmati ancora da Tria. Bruxelles vuole chiarimenti e si è riservata tempo per valutare.

Sia Salvini che Di Maio chiedono ora al titolare del Mef di non temporeggiare più. Il segretario della Lega dà tempo fino al week end, i penstastellati alzano la posta in gioco e oltre ai decreti attuativi chiedono di avviare subito la commissione d'inchiesta sulle banche. "Dai contatti con Salvini...

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